'Prima di intraprendere nuovamente una strada pasticciata e controversa relativamente alla telenovela dei chioschi nel parco sarebbe bene che l’amministrazione comunale e la soprintendenza competente chiarisse ai cittadini di Modena che cosa sta succedendo'. Così in una nota Carlo Giovanardi di Idea che interviene sulla scia delle parole usate da Antonio Baldini della Lega.
'E vero infatti che i chioschi sono stati dissequestrati dopo la sentenza di assoluzione di primo grado, ma è anche vero che la sentenza è stata appellata e quindi il processo è ancora in corso. E’ altrettanto vero che la stessa sentenza di assoluzione, come sottolinea Italia Nostra in un suo comunicato, ha espresso l’esigenza che le attrezzature di servizio al parco siano attuate “nel rispetto degli strumenti urbanistici e dei vincoli culturali e paesaggistici”, “quindi attraverso un progetto di minimo impatto ambientale”, con la “realizzazione di strutture adeguate dal punto di vista sanitario, di dimensioni magari più contenute rispetto a quelle del precedente progetto” - continua Giovanardi -. Due concessionari hanno annunciato invece che intendono finire i lavori nei loro chioschi secondo il progetto originario, ma né l’Amministrazione comunale né la Soprintendenza hanno reso pubblico quali e quanti chioschi di quelli originariamente previsti dovrebbero essere
realizzati (è per esempio confermato anche quello davanti alla sede dell’ex Questura attualmente area verde?) e quali cautele la Soprintendenza ha prescritto per rendere compatibili i chioschi con il parco delle Rimembranze. Come ebbi modo di dire inascoltato già 5 anni fa, quando invitai tutti i responsabili a ridimensionare i progetti, nuovamente lancio a tutti questa proposta per evitare che un’eventuale condanna in appello o nuovi interventi a difesa dei vincoli esistenti rimetta tutto nuovamente in discussione'.


