Vale per i movimenti ambientalisti e vale per il grande partita del VaffaDay, il Movimento 5 Stelle.
Prendiamo ad esempio Modena. Domani, anche a Modena come in gran parte d'Italia, si sciopererà per il clima. Ma non sarà uno sciopero vero, perchè il Ministro dell'istruzione stesso lo ha benedetto. I sindacati, le istituzioni, il Governo lo hanno incoraggiato. E' una ribellione che piace a chi comanda, al potere. Paradosso tragico, o peggio, comico.
Qual è la forza di una protesta se coloro verso i quali è indirizzata, applaudono e fanno il tifo per i manifestanti? Qual è il suo valore? Qual è l'identità di chi scenderà in piazza? Lo sguardo truce di Greta verso chi si rivolge se i destinatari dei suoi anatemi (Trump a parte...) la incensano?
Ma restiamo a Modena. A Modena abbiamo uno degli inceneritori più potenti d'Italia. A Modena abbiamo il record di sforamenti di Pm10. A Modena abbiamo un sindaco e un presidente della Provincia che benedicono Bretella, Modena Lucca, Cispadana. A Modena stiamo realizzando 550 alloggi su uno dei pochi terreni verdi nella prima periferia della città. Eppure la maggioranza che da sempre governa Modena due mesi fa ha dichiarato lo stato di emergenza climatica e ambientale è si è impegnata ad 'attuare ogni azione possibile per contenere l’aumento delle temperature e ridurre le emissioni di gas climalteranti'.
Il Sistema che continua a calpestare ogni metro quadrato di verde, che vuole costruire nuove strade inutili, doppioni rispetto alle esistenti, che brucia 240mila tonnellate di immondizia all'anno (con una produzione da 120mila tonnellate) si erge a difensore dell'ambiente. Di più, si schiera a fianco dei ribelli ambientalisti. Ne copia gli slogan, li sostiene, li incoraggia.
E i Verdi, con le loro battaglie anti-Bretella, sono in maggioranza, esprimono addirittura l'assessore all'ambiente. Perchè da dentro si fanno le battaglie... Eh certo... I don Chisciotte si suicidano sempre contro i mulini a vento e allora tanto vale accettare il compromesso. Adattarsi. Darwin insegna. Piegarsi per non spezzarsi.
Ma tutto questo non esiste più. E' stato venduto.
Succede così per i ribelli ambientalisti e succede così, a livello macroscopico, col partito che della ribellione aveva fatto la propria carta d'identità. Ora quel partito, il Movimento 5 Stelle, dopo il Governo giallorosso romano è pronto ad allearsi col Pd, sul territorio, a Modena, in Emilia Romagna. A fianco del Pd, del Sistema che da sempre governa questa terra. Rivoluzionari divernuti zerbini, utili solo a regalare al Pd una corrente ribelle, merce preziosa da vendere al 'mercato' elettorale.
E chi sperava di cambiare il mondo, chi urlava Dio è Morto, sapendo che ammetterlo era l'unico modo per risorgere, ora resta lì. Come inebetito. Ucciso non dal proprio avversario, nobile sacrificio, ma annientato dal proprio compagno di lotta. Deriso dal proprio compagno di lotta. Che, con un pennarello nero ha già cambiato i vecchi slogan: 'Macchè rivoluzione e rivoluzione... Riforme ci vogliono, riforme...'. E il Sistema ringrazia.
Leo



