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'Cittadinanza onoraria a Gratteri: così il Comune di Castelfranco fa campagna per il No'

'Cittadinanza onoraria a Gratteri: così il Comune di Castelfranco fa campagna per il No'

Lodovica Boni (Lega): 'Approvazione della maggioranza del Consiglio Comunale, proprio in piena campagna referendaria'. Intanto il consigliere laico del CSM Enrico Aimi esprime piena solidarietà alla redazione de Il Foglio e alla giornalista destinataria delle dichiarazioni del procuratore di Napoli


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'Il sindaco di Castelfranco Giovanni Gargano è un uomo di parola ed alcune promesse le mantiene. Non parliamo di manutenzione delle strade o di garantire la sicurezza dei cittadini, ma di qualcosa di più elevato, che viene espressa con la mano sul cuore come, ad esempio, la cittadinanza onoraria a Nicola Gratteri. Lo aveva annunciato e lo ha mantenuto. La richiesta di conferire la cittadinanza onoraria a Nicola Gratteri ha ottenuto l’approvazione della maggioranza del Consiglio Comunale, proprio in piena campagna referendaria. Una decisione che non può passare inosservata, soprattutto alla luce delle recenti dichiarazioni dello stesso magistrato, schierato per il “No”, che ha utilizzato parole molto dure come “mafiosi” o “massoni”, arrivando a definire “persone non per bene” tutti coloro che intendono votare “Sì” al referendum'. Così, in una nota Lodovica Boni della Lega di Castelfranco sulla decisione della maggioranza di centrosinistra di conferire la cittadinanza onoraria a Gratteri.
'Parole che hanno colpito profondamente l’opinione pubblica, non solo perché ingiuste e ingrate nei confronti di una larga parte dei cittadini, ma anche perché fuori da ogni logica del confronto democratico. Ancora più grave è che tali affermazioni provengano da un uomo di legge che dovrebbe rappresentare equilibrio, istituzioni e giustizia - continua la Boni -.
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Continuiamo a stupirci di fronte ad azioni che appaiono chiaramente provocatorie e che sembrano rispondere alla difesa di una casta che non vuole rinunciare ai propri poteri o privilegi. È bene ricordare, inoltre, che Nicola Gratteri è un uomo e, come tale, può compiere errori. Non siamo infallibili. Il percorso di crescita e miglioramento della nostra società deve partire proprio dalla consapevolezza dei nostri limiti umani, ricordando che nessuno è un Supereroe'.
Parole sottoscritte dal consigliere regionale Fdi Annalisa Arletti. 'È evidente che la sinistra abbia paura che vinca il Sì al referendum e che cerchi in ogni occasione di spostare l’attenzione dal merito della riforma. Tirare in ballo polemiche nazionali o utilizzare simbolicamente la figura di un magistrato serve solo a evitare il confronto serio sui contenuti. Siamo pronti a discutere nel merito delle riforme che servono all’Italia per avere una giustizia giusta e una magistrato terzo e imparziale. Se la sinistra ritiene di avere argomenti per sostenere il No, li porti nel dibattito pubblico senza ricorrere a polemiche pretestuose o a operazioni di becera propaganda.
Castelfranco Emilia merita un confronto serio e rispettoso, non l’ennesimo tentativo di politicizzare una riforma attesa da decenni dal nostro paese'.

Le parole di Aimi

Intanto il consigliere laico del CSM Enrico Aimi esprime piena solidarietà alla redazione de 'Il Foglio' e alla giornalista destinataria delle dichiarazioni del procuratore di Napoli Nicola Gratteri.
'Le parole rivolte al quotidiano – con il riferimento al fatto che “dopo il referendum faremo i conti” – appaiono gravissime e del tutto inappropriate, soprattutto perché pronunciate da un magistrato che ricopre l’ incarico di Procuratore della Repubblica e che, proprio per questo, è tenuto a una rigorosa osservanza dei principi di equilibrio, misura e rispetto del libero esercizio dell’attività giornalistica. La libertà di stampa rappresenta un presidio fondamentale della nostra democrazia e non può essere oggetto di pressioni, neppure solo verbalmente evocate, soprattutto da parte di chi esercita funzioni requirenti' - afferma Aimi.
'Le dichiarazioni attribuite al Procuratore Gratteri risultano inoltre irriguardose e difficilmente conciliabili con l’appello al rispetto dei toni e al confronto civile richiamato dal Presidente della Repubblica nel corso del recente plenum del Consiglio Superiore della Magistratura. Per tali ragioni ho predisposto una richiesta di apertura di una pratica, che sottoporrà anche agli altri componenti del CSM, affinché l’accaduto possa essere valutato nelle sedi competenti, nell’interesse della credibilità della magistratura e della tutela dei principi
che regolano il corretto rapporto tra giustizia e informazione'.
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