Lo sostiene Francesca Scopelliti, compagna di una vita di Enzo Tortora, vittima di uno dei più clamorosi casi di errore giudiziario e mala giustizia, oggi a Modena, ospite di un incontro organizzato da Forza Italia e dal Comitato Nazionale Cittadini per il Sì al referendum sulla giustizia.
Appuntamento alle porte della città, dove ad accoglierla ci sono Pietro Vignali, capogruppo Forza Italia in Regione, il Vicecoordinatore regionale Antonio Platis, il responsabile di partimento giustizia del partito Angelo Scavone, e l'avvocato Enrico Fontana, presidente del Comitato per il Sì.
Francesca Scopelliti, oggi referente anche della Fondazione Tortora, porta con sé e illustra i cartelli che non da oggi testimoniano una battaglia per una 'giustizia giusta' e che oggi accompagnano la campagna per il Sì al referendum. Una riforma quella da lei sostenuta, che vede nella separazione della carriere e nel cambiamento del Consiglio Superiore della Magistratura due elementi capaci di riformare davvero un sistema che 'genera mostri come è stato nel caso Tortora'.
'La separazione delle carriere - dice - non è un attacco alla magistratura, ma un atto di rispetto nei confronti della magistratura stessa, di quei giudici di giustizia, come li chiamava Enzo, e dei cittadini. Lo ripeto: questa legge non è contro i magistrati, ma a favore dei magistrati, perché li libera dalla pressione politica del CSM e dell’Associazione Nazionale Magistrati'.
Una risposta indiretta, a chi sostiene un condizionamento maggiore dell'esecutivo e della politica sulla magistratura.
Per Scopelliti il caso Tortora è stato reso possibile da un sistema che 'non garantiva e non garantisce sufficiente indipendenza tra le funzioni di giudici e pubblica accusa. Quando un giudice confermò l’arresto di Enzo solo per compiacere i magistrati e i procuratori di Napoli, c'era già la prima sottomissione del giudice rispetto a chi accusa. Un anno e mezzo dopo fu condannato a dieci anni perché il giudice voleva compiacere la procura. L’errore giudiziario non solo è possibile: nel caso di Enzo fu addirittura un crimine'.

Francesca Scopelliti legge una lettera alla platea presente all'evento, che parte delle idee e dalle parole di Enzo Tortora e le declina nel dibattito di oggi sulla riforma: “Enzo sarebbe assolutamente a favore della separazione delle carriere.
Scoppelliti ha poi affrontato un altro punto centrale della riforma: 'La costruzione di un’Alta Corte rende il magistrato meno impunibile e gli dà meno possibilità di ripetere gli errori. Oltre ad essere giudicato per i suoi errori. Nel caso Tortora non è successo. Il meccanismo dell’errore giudiziario è come una macchina che, una volta avviata, diventa difficilissima da fermare. L’errore nasce quando si conferma la galera. Parte una macchina micidiale: nel primo processo vieni condannato, nel secondo forse assolto, e poi si dice ‘giustizia è fatta’. Non c’è frase più falsa. L’errore giudiziario lascia un segno indelebile. L’orologio della vita di un uomo o di una donna non torna indietro'.
Poi sottolinea: 'La riforma non risolve ogni problema non è la panacea di tutti i mali, ma è un buon inizio per sanare due questioni: l’errore giudiziario e i lunghi tempi del processo. Evitare da subito che inchieste destinate a rivelarsi infondate procedano significa anche alleggerire il lavoro dei magistrati.
Poi parole critiche verso chi si oppone alla riforma: 'Abbiamo avversari molto agguerriti, che arrivano persino a falsificare i contenuti della legge ma molto bravi nella loro attività di comunicazione. Questi signori però non conoscono, e non hanno letto la Costituzione. E mi dispiace che tra loro ci siano magistrati. Basta leggere il testo della riforma per capire che non succede l’apocalisse che loro minacciano e prospettano ogni giorno. Oggi la sinistra tradisce le proprie radici garantiste e si scopre giustizialista ed esprime un NO motivato dall'avversione al governo. Ma sono tanti anche a sinistra, anche nella magistratura, che voteranno Sì. Non è una legge di destra né di sinistra, ma di tutti i cittadini. È una legge che onora Tortora e garantisce agli italiani una giustizia giusta. Io non ho votato questo governo, ma sono felice che attraverso questa riforma mi dia la possibilità di portare avanti la battaglia di Enzo Tortora. La battaglia di una vita per una giustizia giusta'
Gi.Ga.



