A distanza di 4 anni da quell'atto di indirizzo, Bargi chiede alla giunta “quali iniziative la Regione Emilia-Romagna abbia adottato per dar seguito a quanto approvato con la risoluzione e se sia in possesso di dati aggiornati riguardo alla diffusione di questo fenomeno sui nostri territori”.
Il leghista ricorda che la risoluzione del 2019 aveva impegnato la giunta “a divulgare presso tutti i soggetti interessati la Relazione conclusiva della Commissione speciale di ricerca e di studio” su questo fenomeno. Inoltre, l’atto di indirizzo aveva previsto anche di presentare a governo e Parlamento di valutare il varo di una legge con “una disciplina finalizzata a prevenire e reprimere il fenomeno della falsa cooperazione e i comportamenti illeciti a esso sottesi”. Si chiedeva, poi, di rafforzare la collaborazione fra i diversi attori e di “valutare nell’attuale legislatura le modalità più utili ed efficaci per proseguire nel lavoro di studio e ricerca condotto dalla Commissione speciale”.
Bargi conclude sostenendo che le cooperative spurie o fittizie sono ancora diffuse “specialmente nel settore della lavorazione delle carni e nel facchinaggio, come dimostrato da alcune frodi e appalti fantasma recentemente scoperti dalla Guardia di Finanza in provincia di Modena”.



