- 'Prima di aprire il CPR devono esserci garanzie in tema di organici, di risorse, di rispetto dei diritti umani e del reale superamento di tutte quelle condizioni che avevo provocato la chiusura dei CIE e che impediscano che il CPR si trasformi in carcere''
E qui il Sindaco si sofferma anche sul discorso dei flussi e, nei confronti dell'esigenza di rimpatriare migliaia di persone, la sua posizione appare più conciliante anche rispetto a quella assunta del Ministro leghista concordando sul fatto che 'i fenomeni migratori vanno governati, i flussi regolari riaperti, ma il Cpr non deve essere un carcere. E, nel frattempo, considerando che il rimpatrio di centinaia di migliaia di persone non sarà né semplice né breve, piuttosto impieghiamo i migranti in lavori di pubblica utilità”.
La discussione si è poi portata, attraverso l'interrogazione di Carpentieri sui 'tempi ed il percorso che porteranno alla riapertura della struttura in città; se ci sarà personale qualificato e formato; se le forze dell’ordine destinate alla struttura saranno distolte dall’organico previsto per il territorio o aggiunte ed espressamente dedicate ad essa; quale ruolo potrà e dovrà avere il Comune tenuto conto anche della Carta dei diritti e doveri dello straniero nel centro; se è fattibile un accordo con la Prefettura per permettere l’accesso di sindaco e consiglieri comunali alla struttura”.
E qui le risposte si sono fatte molto vaghe.
Insomma, nessuna indicazione sui tempi. Anche perché se ci fosse realmente urgenza, forse qualcosa, in termini di riqualificazione dell'EX Cie, avrebbero dovuto muoversi. Invece sembra di no. Una nostra visita nella sede di via La Marmora dell'EX Cie mostra come la struttura, fin dalla strada di accesso, risulti totalmente abbandonata, e da tempo. Anche la sbarra che regola l'accesso dei mezzi all'area, è divelta e abbandonata sul terreno da chissà quando. Erba alta, guardiola arruginita e degradata in molte sue parti, così come il cortile dove sembra che da anni nessuno o pochi ci abbiamo messo piede.
Il sindaco rilancia lo Ius Soli: 'E' urgente'
Siamo tutti d’accordo – ha proseguito - che il primo problema è rimuovere le cause belliche ed economiche che generano le migrazioni, con politiche internazionali, intese e aiuti, ma dovrebbe essere altrettanto ovvio che i flussi devono essere regolati, sia perché i movimenti delle popolazioni ci sarebbero comunque, sia per rispondere alle esigenze del mercato del lavoro e al calo demografico.
Pertanto il superamento della Bossi-Fini è urgente, come resta urgente l’approvazione dello ‘ius soli’. Nel frattempo, riteniamo che la soluzione vada cercata nell’impiego dei migranti in lavori di pubblica utilità, in attesa delle verifiche di legge sulla loro condizione e della riapertura di flussi regolari”.
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