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Debito pubblico record: 3.207 miliardi. In Europa peggio dell'Italia solo la Grecia

Debito pubblico record: 3.207 miliardi. In Europa peggio dell'Italia solo la Grecia

Italia al 138,9%, Grecia al 143,5%: Atene scende, Roma sale. Ora ci separano solo 4,6 punti


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Il debito pubblico italiano ha superato per la prima volta nella storia la soglia dei 3.200 miliardi di euro. A giugno ha raggiunto 3.207,2 miliardi, circa 136 miliardi in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Ma c'è un numero forse ancora più significativo: 138,9%. È il rapporto tra debito pubblico e Pil dell'Italia rilevato da Eurostat nel primo trimestre 2026. Un dato che colloca il nostro Paese al secondo posto nell'Unione europea. Peggio di noi soltanto la Grecia, al 143,5%. E il distacco dal resto d'Europa è considerevole: la Francia, terza, è al 117,6%. La media dell'area euro è all'88,9%. Tradotto: il peso del debito italiano rispetto alla ricchezza prodotta dal Paese è circa 50 punti percentuali superiore alla media dell'Eurozona.

La Grecia scende, l'Italia sale

C'è però un dato che rende il confronto con Atene ancora più significativo. Nel primo trimestre 2025 il rapporto debito/Pil della Grecia era al 152,9%, mentre quello italiano era al 137,3%. La distanza tra i due Paesi superava quindi i 15 punti percentuali. Un anno dopo lo scenario è profondamente cambiato. La Grecia ha ridotto il rapporto debito/Pil al 143,5%, con un calo di 9,4 punti percentuali in dodici mesi.
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L'Italia ha percorso la strada opposta: dal 137,3% al 138,9%, con un aumento di circa 1,7 punti.
La distanza che separa Italia e Grecia si è così ridotta ad appena 4,6 punti percentuali. Non perché l'Italia abbia recuperato terreno, dunque, ma per il motivo opposto: mentre Atene sta riducendo rapidamente il peso del proprio debito sull'economia, Roma continua ad aumentarlo. Un confronto particolarmente significativo se si considera che per oltre un decennio la Grecia è stata il simbolo europeo della crisi del debito pubblico.

Il problema vero è quanto poco cresce l'Italia

A rendere particolarmente delicata la situazione non è soltanto l'enorme quantità di debito accumulato. È la debolezza della crescita economica. Secondo le previsioni della Commissione europea, il Pil reale italiano dovrebbe aumentare appena dello 0,5% nel 2026 e dello 0,6% nel 2027. Numeri che rendono evidente il problema: il debito continua a crescere molto più velocemente dell'economia chiamata a sostenerlo. E infatti Bruxelles non prevede un miglioramento del rapporto debito/Pil. Al contrario: dopo il 138,5% previsto per il 2026, dovrebbe salire ulteriormente fino al 139,2% nel 2027.
In altre parole, nonostante gli obiettivi di contenimento dei conti pubblici, nei prossimi anni il peso del debito sulla nostra economia è destinato ancora ad aumentare.

3.207 miliardi che hanno un costo

Il debito pubblico non è naturalmente una cifra che lo Stato debba restituire tutta insieme.
Viene continuamente rifinanziato attraverso l'emissione di titoli e la sostituzione di quelli che arrivano a scadenza. Ma ha un costo: gli interessi. E più grande è la montagna da rifinanziare, maggiore è l'esposizione del bilancio pubblico all'andamento dei tassi. Sono risorse che non possono essere utilizzate per ridurre le tasse, finanziare infrastrutture, sanità, scuola, investimenti o politiche per la crescita. È qui che il debito smette di essere un numero astratto e diventa un problema molto concreto.

I mercati continuano a fidarsi dell'Italia

Non siamo di fronte, va precisato, a una crisi di fiducia sul debito italiano. I titoli di Stato continuano a trovare acquirenti e la presenza degli investitori esteri rimane significativa. È un elemento importante: significa che i mercati continuano a ritenere l'Italia in grado di onorare i propri impegni. Ma essere considerati debitori affidabili non significa essere poco indebitati. Sono due questioni completamente diverse. Al di là delle dichiarazioni politiche, delle rassicurazioni e delle polemiche tra maggioranza e opposizione, restano dunque i numeri ufficiali. 3.207 miliardi di euro di debito.
138,9% del Pil. Secondo rapporto debito/Pil più alto dell'Unione europea. Crescita prevista allo 0,5%.
E soprattutto una distanza dalla Grecia che si è ridotta in dodici mesi da oltre 15 punti ad appena 4,6 punti percentuali. Il problema italiano, dunque, non è soltanto avere un debito enorme. È avere un debito che continua a crescere mentre chi ci precede nella classifica europea sta riuscendo a ridurlo.

 

B. Lazzari
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