La Grecia scende, l'Italia sale
C'è però un dato che rende il confronto con Atene ancora più significativo. Nel primo trimestre 2025 il rapporto debito/Pil della Grecia era al 152,9%, mentre quello italiano era al 137,3%. La distanza tra i due Paesi superava quindi i 15 punti percentuali. Un anno dopo lo scenario è profondamente cambiato. La Grecia ha ridotto il rapporto debito/Pil al 143,5%, con un calo di 9,4 punti percentuali in dodici mesi. L'Italia ha percorso la strada opposta: dal 137,3% al 138,9%, con un aumento di circa 1,7 punti. La distanza che separa Italia e Grecia si è così ridotta ad appena 4,6 punti percentuali. Non perché l'Italia abbia recuperato terreno, dunque, ma per il motivo opposto: mentre Atene sta riducendo rapidamente il peso del proprio debito sull'economia, Roma continua ad aumentarlo. Un confronto particolarmente significativo se si considera che per oltre un decennio la Grecia è stata il simbolo europeo della crisi del debito pubblico.Il problema vero è quanto poco cresce l'Italia
A rendere particolarmente delicata la situazione non è soltanto l'enorme quantità di debito accumulato. È la debolezza della crescita economica. Secondo le previsioni della Commissione europea, il Pil reale italiano dovrebbe aumentare appena dello 0,5% nel 2026 e dello 0,6% nel 2027. Numeri che rendono evidente il problema: il debito continua a crescere molto più velocemente dell'economia chiamata a sostenerlo. E infatti Bruxelles non prevede un miglioramento del rapporto debito/Pil. Al contrario: dopo il 138,5% previsto per il 2026, dovrebbe salire ulteriormente fino al 139,2% nel 2027.In altre parole, nonostante gli obiettivi di contenimento dei conti pubblici, nei prossimi anni il peso del debito sulla nostra economia è destinato ancora ad aumentare.
3.207 miliardi che hanno un costo
Il debito pubblico non è naturalmente una cifra che lo Stato debba restituire tutta insieme.I mercati continuano a fidarsi dell'Italia
Non siamo di fronte, va precisato, a una crisi di fiducia sul debito italiano. I titoli di Stato continuano a trovare acquirenti e la presenza degli investitori esteri rimane significativa. È un elemento importante: significa che i mercati continuano a ritenere l'Italia in grado di onorare i propri impegni. Ma essere considerati debitori affidabili non significa essere poco indebitati. Sono due questioni completamente diverse. Al di là delle dichiarazioni politiche, delle rassicurazioni e delle polemiche tra maggioranza e opposizione, restano dunque i numeri ufficiali. 3.207 miliardi di euro di debito.138,9% del Pil. Secondo rapporto debito/Pil più alto dell'Unione europea. Crescita prevista allo 0,5%.
B. Lazzari


