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Delibera illuminazione pubblica, ora anche il Pd critica la giunta

Delibera illuminazione pubblica, ora anche il Pd critica la giunta

Nelle intenzioni di una fetta del gruppo Dem il messaggio che deve arrivare alla giunta è legato anche ai prossimi delicati passaggi: come Dup e differenziata


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Oggi in Consiglio comunale a Modena si parla della delicata questione del servizio di illuminazione pubblica e gestione degli impianti semaforici. In aula la famosa delibera passata in Commissione Seta e criticata dal consigliere Lega Bertoldi per la presenza da remoto di un dirigente Hera Luce. Critica sottoscritta anche da Fdi che in Commissione era uscita dall'aula e che in una conferenza stampa ha poi chiesto le dimissioni del presidente della commissione stessa. La delibera, che viene illustrata dall’assessore ai Rapporto con le partecipate Paolo Zanca, definisce le linee di indirizzo sulla base delle quali verrà avviata, nei prossimi mesi, la gara per la gestione del servizio di illuminazione pubblica e del servizio di gestione dei sistemi metaforici.

Ma al di là delle critiche dell'opposizione, problemi per la giunta nascono anche dalle fila Pd.
Due i rilievi mossi dal gruppo di maggioranza alle modalità con cui è stata presentata la delibera in Commissione. Il primo sul metodo, non è piaciuta infatti nemmeno al Pd la inopportuna presenza di un dirigente Hera (pur trattandosi di Commissione pubblica), inoltre non è stato gradito il fatto che l'amministrazione abbia dato poco tempo al gruppo per discutere il documento e non abbia dato adeguate informazioni
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per definirlo.
Concretamente il Pd è pronto a presentare un emendamento corposo, di sei pagine, col quale di fatto viene riscritta la delibera stessa.
Nelle intenzioni di una fetta del gruppo Dem il messaggio che dovrebbe arrivare alla giunta è legato anche ai prossimi delicati passaggi: DUP, modifica differenziata, bilancio. Il Pd sembra dire al sindaco Mezzetti (ricordiamo non iscritto al Pd) che non è intenzionato ad alzare la mano e basta e che se vengono presentate proposte non concordate prima, vengono poi modificate in aula.
Implicito anche un messaggio al centrodestra: nel rincorrere una inopportunità formale, l'opposizione si è perso il cuore del problema, cioè la delibera stessa che si va ad approvare.
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