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'Dignità? Parola sconosciuta e eliminata dal vocabolario della Fondazione di Modena'

'Dignità? Parola sconosciuta e eliminata dal vocabolario della Fondazione di Modena'

'Stesso dicasi delle autorità amministrative modenesi, sindaco e presidente della Provincia, più attenti al profumo dei soldi che ai comportamenti virtuosi'


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'Si prolunga l’attesa dei modenesi di un rigurgito di dignità da parte degli amministratori della Fondazione di Modena, travolti dallo scandalo di un ammanco prolungato nel tempo (cinque anni) e perpetrato con più di 800 bonifici, dei quali nessuno dei distratti deputati al controllo e vigilanza si è mai accorto. Ma dignità, recita la Treccani è “condizione di nobiltà morale in cui l’uomo è posto dal suo grado, dalle sue intrinseche qualità, dalla sua stessa natura di uomo, e insieme il rispetto che per tale condizione gli è dovuto e ch’egli deve a sé stesso”, è parola sconosciuta e eliminata dal vocabolario della Fondazione di Modena. Non da meno da quello delle autorità amministrative modenesi, sindaco e presidente della Provincia, più attenti al profumo dei soldi che ai comportamenti virtuosi, prontamente accorsi in soccorso del presidente Tiezzi'. A parlare è il consigliere comunale Maria Grazia Modena.


'Ma nessuna meraviglia, a Modena le cose vanno così. Il binomio politica e affari è talmente compenetrato nel costume di vita dei modenesi da essere considerato una pratica normale.   Ma siccome le sorprese non finiscono mai, questi integerrimi, leali, affidabili e responsabili amministratori del tesoretto dei modenesi, anziché andarsene a casa, a breve ce ne stanno preparando un’altra.

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Infatti, saranno, presto, chiamati ad esprimere parere su alcune proposte di modifiche dello Statuto, concordate tra l’Associazione nazionale delle Fondazioni bancarie (Acri) e il Ministero dell’Economia e Finanze, tra le quali la possibilità di un allungamento fino a sei anni (rispetto agli attuali quattro) dei mandati del Presidente e del Consiglio di Indirizzo (non del Cda). Non ci sarebbe nulla da eccepire al riguardo, se, come avviene in casi analoghi, il provvedimento dell’eventuale allungamento trovasse applicazione dal successivo mandato'.


'Ma una norma transitoria, a dir poco, “birichina” con effetto retroattivo, prevede che, se approvato, l’allungamento a sei anni possa venire applicato dal mandato in corso. Cioè, per la Fondazione di Modena i componenti nominati dagli enti cittadini fino al 2027, andrebbero in scadenza al 2029 per autonomina. Direi un aberrazione, che la dice lunga sulla degenerazione delle Fondazioni bancarie, sempre più asservite alla politica e alle sue distorsive logiche. Fin da lunedì 9 febbraio, quando la Fondazione di Carpi si esprimerà in proposito, avremo il polso del comportamento delle Fondazioni bancarie modenesi. Sperare in un sussulto di orgoglio e, anche di dignità dei componenti delle Fondazioni di rimettere in ogni caso le nomine nelle mani dei nominanti alla scadenza del loro attuale mandato è forse troppo.

La carne è debole e per resistere alle lusinghe e tentazioni del “potere” i nostri eroi dovrebbero essere in possesso di forti dosi di quelle virtù cardinali, come la fortezza e la temperanza, che ultimamente sembrano scomparse dalla faccia di Modena' - chiude Maria Grazia Modena.

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