'Sono passati 5 anni da allora, e la situazione culturale in città è ancora al punto di partenza. Altro che marcia in più e daimò, slogan tanto sbandierati oggi dal ri-candidato sindaco: in 5 anni l'amministrazione non è stata capace di ideare un Piano strategico culturale come richiesto più volte dal M5S Modena. Anzi, in 5 anni l'Amministrazione si è mossa con la delicatezza di un elefante in una cristalleria, andando a unificare in modo frettoloso e senza strategia nella Fondazione Modena Arti Visive tre istituti culturali autonomi come la gloriosa Galleria Civica che ha segnato per decenni la scena artistica nazionale, un unicum come il Museo della Figurina e la Fondazione Fotografia. Già il traghettare tre realtà così distinte richiede grande attenzione e grande azione progettuale, cosa che non è stata adottata dall'assessore Cavazza, sempre defilato e silente sulla questione.
L'esperienza ormai archiviata della Baldon nel ruolo di direttrice generale della FMAV in differita (scelse di espletare parte del suo complesso e oneroso lavoro rimanendo all’estero, in Danimarca, spesso in video collegamento Skype, con uno stipendio di 85 mila euro) aprì altri fronti, come la questione della fuga dei dipendenti (penalizzati sotto vari aspetti, ricordiamo il vuoto lasciato già da anni a causa delle dimissioni forzate di Pierini). Per la Fondazione Modena Arti Visive si è invece assistito a un'operazione nata a tavolino, partita dalla fine di un percorso, cioè dal contenitore del Sant'Agostino invece che dal contenuto. La direttrice Diana Baldon venne selezionata con un bando pubblico. Ora con le sue dimissioni e l'arrivo di un nuovo direttore selezionato da un'agenzia di recruitment alla guida della FMAV è arrivata la parola fine su un triste film con la regia di Giancarlo Muzzarelli.
La dichiarazione di Mario Bussetti, Consigliere Comunale M5S



