1) le scelte strategiche della sanità (Piano attuativo locale) sono sempre state definite dalla politica (Conferenza dei sindaci) usufruendo della consulenza di sanitari scelti dalla politica, la stessa politica che nomina poi Ddrettori generali, sanitari, amministrativi, capi dipartimento e via via giù per li rami. In ogni regione italiana i nominati sono di stretta appartenenza politica, di sinistra nelle regioni rosse, di destra nelle regioni azzurre.
2) A Modena la costosissima operazione di costruzione del nuovo ospedale di Baggiovara e il mai terminato risanamento del Policlinico sono stati ispirati dalla politica e non certo dalla razionalità sanitaria, e infatti per giustificare l'operazione si è affermato tutto e il contrario di tutto (c'era all'inizio un'unica amministrazione, poi si è detto indispensabile dividerla, infine indispensabile riunirla).
3) Ma veniamo ad oggi. Siamo l'unica città in Emilia Romagna (esclusa Bologna) con due grandi ospedali in città. Qualche anno fa, con grande enfasi, sono state definite le vocazioni dei due ospedali: medicina e materno infantile per il Policlinico, chirurgia e traumatologia per Baggiovara. Tralasciando pure il non modesto particolare che tuttora bambini politraumatizzati e gravide politraumatizzate vengono trattati al Policlinico e non nel centro per i traumi, la domanda è questa:
perchè non si è sfruttata l'opportunità di avere due ospedali con vocazioni ben determinate, lasciando che Baggiovara continuasse a pieno ritmo l'attività che le è propria, chirurgica, traumatologica, neurologica e neurochirurgica, per poi concentrare il trattamento del Covid al Policlinico (casa delle Malattie Infettive) razionalizzando così le risorse?
Daniele Giovanardi - ex primario Pronto soccorso di Modena



