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Domani divisi a Roma e Milano: i 'pacifisti' si fanno guerra tra loro

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Intanto Crosetto assicura: 'Noi continueremo a sostenere con convinzione e determinazione Kiev e le sue forze armate'


Domani divisi a Roma e Milano: i 'pacifisti' si fanno guerra tra loro
Sarà una sfida a distanza. Due città, due piazze, ma soprattutto due modi opposti di intendere e chiedere la “pace”. A quasi nove mesi dall’invasione russa dell’Ucraina, domani sono in programma a Roma e Milano due manifestazioni per chiede il cessate il fuoco. Una grottesca lite tra sedicenti pacifisti. Il corteo della capitale, che ha la benedizione del Vaticano, vedrà partecipare molte associazioni pacifiste e partiti del centrosinistra. Parteciperanno numerosi esponenti dell Movimento Cinquestelle, a partire dal presidente Giuseppe Conte, uno dei primi politici a chiedere una “grande manifestazione nazionale per la pace”.
A Milano saranno in piazza al grido di ‘Slava Ukraini’ i politici del terzo polo: Carlo Calenda, Matteo Renzi, Pier Ferdinando Casini, Letizia Moratti. “A Milano non chiederemo la resa dell’Ucraina”, dice Calenda, accusando i manifestanti romani di essere troppo vaghi nella loro richiesta di “cessate il fuoco”.


E mentre i pacifisti si fanno la guerra tra loro, l'Italia continua a inviare armi all'Ucraina senza se e senza ma. 'Noi continueremo a sostenere con convinzione e determinazione Kiev e le sue forze armate. Siamo e saremo pronti a proseguire il nostro sforzo perché non lasceremo solo il popolo ucraino che è vittima di una aggressione inaccettabile' - ha detto oggi il ministro della Difesa Crosetto.

Nella capitale appuntamento alle 12 in piazza della Repubblica. Da lì alle 13 partirà il corteo che raggiungerà piazza San giovanni in Laterano. Alle 14.45 dal palco verrà letta la piattaforma della manifestazione e la ‘Lettera a chi manifesta per la pace’ del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei. La manifestazione, promossa dalla coalizione Europe for peace, chiede di “fermare la guerra e avviare subito un negoziato internazionale di pace”.

Ci sarà Conte, ci sarà il segretario del Pd Enrico Letta e quello di Sinistra italiana Nicola Fratoianni, presente anche il leader della Cgil Maurizio Landini. Tantissime le associazioni e i movimenti pacifisti. Solo per citarne alcune: Acli, Arci, Anpi, Agesci, Altromercato, Beati i costruttori di pace, Focsiv, Libera, Link2007, Legambiente, Opal, Pax Chisti, Action Aid, Antigone, Capodarco, Fondazione Finanza Etica, Legambiente, Wwf, Greenpeace, Associazione Papa Giovanni XXIII, Comunità di Sant’Egidio, Marcia Perugia Assisi, Pro Civitate Cristiana, Emergency, Cgil, Cisl, Uil.

A Milano si manifesterà alle 16 all’Arco della Pace. “In piazza per sostenere il popolo ucraino e la sua resistenza- fanno sapere gli organizzatori- per ribadire che la pace non può essere la resa, perché non c’è pace senza libertà. E la libertà va difesa, senza arrendersi”. Previsto un collegamento in diretta con il sindaco di Leopoli, Andrij Ivanovyc Sadovyj. La presenza di Moratti, in piazza con Calenda e Renzi, apre un altro fronte politico. L’ex ministra dell’Istruzione si è appena dimessa da vicepresidente e assessora al Welfare della regione Lombardia, aprendo alla possibilità di candidarsi alla guida del Pirellone nel post Attilio Fontana. Corteggiata dal terzo polo, Moratti divide invece dirigenti e militanti del Pd.


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