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'Dopo la strage nelle Cra, nulla è cambiato, vogliamo risposte'

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Il comitato dei familiari delle vittime Covid in piazza Grande a Modena dopo l'incontro in Regione: 'Dalle istituzioni risposte insufficienti, preoccupati per il futuro'


Attraverso i 16 esposti che hanno messo la Procura di Modena al lavoro per fare luce sui 161 decessi all'interno delle residenze per anziani della provincia chiedono giustizia sul piano giudiziario, e attraverso un confronto con le istituzioni, chiedono risposte e azioni per correggere un sistema (quello della gestione dell'assistenza degli anziani) che ha mostrato, alla prova dell'emergenza, gravi inefficienze strutturali ed organizzative. Criticità che se non corrette potrebbe creare nuove emergenze e lunghe serie di decessi in occasione di altre emergenze non Covid.

Sono i Comitati dei Familiari delle Vittime Covid nelle Cra in Emilia-Romagna, che a Modena hanno uno dei gruppi più numerosi e attivi. Sedici esposti alla Procura non sono cosa da poco, come non lo è la realtà drammatica modenese ed Emiliano-Romagnola

Dagli ultimi dati diffusi ad aprile dall'Iss emergeva che il 40,2% del totale dei decessi nelle case di riposo aveva interessato residenti contagiati dal Covid. Il dato più alto in assoluto in Emilia Romagna col 57,7%, davanti alla Lombardia col 53,4%.
E un altro triste primato spetta alla nostra Regione. Seconda provincia in Italia per tasso di mortalità nelle residenze per anziani a causa del Coronavirus è Reggio Emilia, dietro a Bergamo. Morti che portano con sé un doppio dramma. Quello della morte in isolamento, senza l'affetto dei propri cari. In un sistema che si è dimostrato, a livello strutturale, e al di là degli straordinari sforzi del personale delle Cra, spesso vittime a loro volta, assolutamente inadeguato ad affrontare l'emergenza.

'Quanto è successo ha dimostrato non solo gli effetti del totale disinteresse delle istituzioni pubbliche a questo mondo, con tagli al welfare e all'assistenza, ma anche la necessità di cambiare l'intero sistema pubblico-privato di gestione e di funzionamento delle Cra e delle RSA. Sono stati dirottati finanziamenti in altri settori pubblici ma non in questo. Le strutture sono rimaste contenitori prive di quei contenuti capaci di farle affrontare adeguatamente l'emergenza. Elementi che hanno reso non solo la strage prevedibile, ma oggi anche ripetibile' - afferma Manuela Tonini, componente del Comitato dai famigliari vittime del Covid nelle Cra che incontriamo in piazza Grande, insieme ai componenti anche di altri comitati (tra questi anche Mauro Caffo, operatore di Parma e delegato USB), che hanno voluto sentire la propria voce nell'occasione colta dal primo Consiglio Popolare  organizzato in Piazza Grande.

'Se non cambiano le cose le conseguenze che abbiamo avuto con il Covid potrebbe ripetersi per altre epidemia o anche per semplici infezioni. Abbiamo strutture con bagni in comune per 8 persone mentre in altri, come a Maranello, alcuni servizi igienici sono condivisi da 40 anziani. La strage, perché di questo si tratta, era prevedibile in queste condizioni, e oggi ci battiamo non solo per avere giustizia per i nostri cari ma anche perché il sistema non presenti più questi limiti'

Temi che in maniera sempre più organizzata sono stati portati avanti dal fronte traversale e transprovinciale dei Comitati, all'attenzione delle istituzioni, per ora con scarso successo. Se a Modena i familiari non sono stati nemmeno convocati, in Regione l'incontro con l'Assessore Donini c'è stato, lo scorso dieci luglio (assente il Presidente Bonaccini), ma il risultato è stato deludente e dichiaratamente 'ben al di sotto delle aspettative'

'I dirigenti presenti all’incontro non solo non hanno fornito ai familiari alcun elemento utile alle indagini ma hanno candidamente affermato che di ciò che è accaduto nelle strutture dove sono deceduti migliaia di anziani nulla sapevano essendosi limitati ad indicare a queste ultime le linee guida da tenere durante la pandemia' - affermano i Comitati

'Mentre i familiari hanno consegnato alla Regione un primo dossier contenente elementi di prova delle manchevolezze registrate in diverse strutture dove si sono verificati i decessi per covid,  la Regione non ha neppure consegnato ai comitati, come aveva promesso di fare, il documento contenente le linee guida adottate dal mese di marzo in avanti con l’elenco delle strutture a cui dette linee guida sono state notificate con le date delle singole notifiche.

I comitati dei familiari ed il CODACONS ritengono tale comportamento della regione Emilia Romagna e del servizio sanitario regionale distante anni luce da quello che dovrebbe essere stato l’impegno della Regione nel tentare di comprendere con la massima  celerità quelle che sono state le manchevolezze che  hanno determinato una strage di diverse migliaia di anziani in Emilia Romagna anche la fine di tentare di evitare che tali criticità portino ad un una nuova strage nel caso di un ritorno di ondata di contagi nei prossimi mesi.

I comitati temono che la Regione per non intaccare la propria immagine di sistema sanitario efficente eviti di individuare le mele marce o i vizi di una macchina che ha, si certamente funzionato molto meglio che in altre regioni, ma che non è riuscita ad evitare un così elevato numero di decessi non tutti dovuti all’ineluttabilità legata alla forza e contagiosità del virus.

Lo stupore, quasi candore con cui i dirigenti presenti all’incontro si sono posti di fronte alle prove di ciò che non è andato come doveva all’interno di diverse strutture di ricovero rammostrate dai comitati - continua il fronte dei Comitati - lascia al quanto attoniti circa l’efficacia dell’attività  ispettiva e di controllo della Regione e del sistema sanitario regionale  anche solo in termini di verifica di qualità del servizio che vada la di là di dato meramente statistico che in quanto tale non può premettere di capire chi ha sbagliato e non permette di individuare le mele marce all’interno di un cesto contenete moltissime mele sane'

'Ora chiediamo giustizia, chiediamo una commissione di inchiesta regionale - afferma la componente del Comitato Modenese famigliari vittime Covid nelle Cra Cristina Barbieri - e chiediamo verità. Per il passato per il presente e per il futuro. Su cosa non ha funzionato. E vogliamo soprattutto essere coinvolti in un percorso di miglioramento del sistema'

La rete dei Comitati intende 'coadiuvare anche il lavoro delle singole Procure della Repubblica chiamate tramite esposti e denunce querele a verificare l’esistenza di comportamenti penalmente rilevanti ed a individuare i responsabili di detti comportamenti ma che abbia anche come scopo anche quello di rilevare ed individuare ciò che non ha funzionato nella macchina sanitaria regionale o che dalla Regione e/o dai singoli comuni doveva essere monitorata al di là dell ‘esistenza o meno di comportamenti penalmente rilevanti e questo sia nei confronti delle RSA , delle strutture ospedaliere che delle CRC convenzionate o meno con il SSN'

A tal fine i comitati inizieranno nei prossimi giorni un giro di incontri con tutti i gruppi regionali presenti in consiglio regionale  che si renderanno disponibili a riceverli per capire come questi si pongono rispetto a questa precisa richiesta di istituire all’interno del Consiglio Regionale una commissione di inchiesta su quanto accaduto ed anche  sulle modalità di funzionamento di tale eventuale commissione di inchiesta. 'Non si può infatti tentare di superare questa ferita che ha riguardato migliaia di nuclei familiari - affermano - senza fare piena luce su quanto accaduto e questo non è un compito demandato alla sola magistratura ma anche alla politica'

Gi.Ga.




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