'Eppure dovrebbe essere un banale conto matematico giornaliero seguito da serietà e trasparenza. Manca una seria programmazione nella preparazione delle dosi e nelle persone chiamate ogni giorno che dovrebbe chiudersi in pareggio senza 'avanzi' - chiudono Corti e Magnani -. Lacune non tollerabili, soprattutto in una Regione che si ritiene il top. Se questa cosa fosse accaduta in Calabria si sarebbe gridato allo scandalo: invece è capitata nella rossa Emilia e ora non vogliamo giustificazioni ma provvedimenti e denunce. Da un lato presenteremo una interrogazione parlamentare, dall'altro chiederemo l'invio dei commissari da Roma per capire quante dosi siano state sottratte in questo modo a chi era in lista d'attesa con diritto di priorità'.
“Si tratta di un episodio di una gravità inaudita - aggiunge il consigliere regionale Lega Stefano Bargi -. La campagna di vaccinazione richiederà mesi e proprio da questa dipende in gran parte la fine dell’incubo della pandemia. Non possiamo permetterci che la nostra sanità compia errori grossolani quali l’errato conteggio delle persone da convocare giornalmente. I sanitari si giustificano dicendo che le dosi avanzate sarebbero andate buttate: questo non può accadere. Milioni di cittadini, molte di questi a rischio per età e patologie, attendono solo una chiamata ed è inconcepibile che non venga sfruttato ogni singolo secondo a disposizione per giungere al più presto all’immunità di gregge. Ancora più aberrante è il fatto che il vaccino sia stato somministrato a soggetti senza alcun fattore che ne determinasse un grado di priorità”.



