'Su tale tendenza negativa influiscono non solo fattori economici quali il precariato giovanile o l’emergenza Covid, ma nella nostra visione politica anche un dato culturale: la famiglia che la nostra Costituzione (quella che per le sinistre “progressiste” è la più bella del mondo solo quando fa comodo) riconosce come società naturale fondata sul matrimonio, finalizzata (se non esclusivamente, principalmente) a dare una prospettiva di crescita alla comunità e all’intera nazione, non è al centro delle politiche dell’amministrazione comunale, i cui rappresentanti preferiscono anzi spendersi in piazza per il DDL Zan o prodigarsi affinché i (sempre meno) giovani siano educati alla comprensione dei cosiddetti “diritti civili” - continuano Rossini e Baldini -. Sul piano della legalità e della sicurezza la Giunta ha ribadito che verranno riprese le azioni già intraprese col famoso “patto per Modena città sicura”, ma il recente proliferare di episodi di micro-criminalità - anche in centro storico - dimostra che bisogna passare dalla fase “riflessiva” (o “dialogante”) o a quella preventiva e repressiva; uno su tutti per il fenomeno delle cosiddette “baby gang”, che non può essere spiegato esclusivamente con il disagio giovanile legato all’emergenza sanitaria o al bullismo, ma alla presenza di gruppi delinquenziali per lo più formati da giovani stranieri che ormai pensano di godere dell’impunità grazie alle politiche lassiste dell’amministrazione comunale, mentre i giovani universitari di valore che vorrebbero venire a studiare nella nostra città faticano a trovare un alloggio o hanno spazi del tutto inadeguati (si pensi solo alla geniale scelta “inclusiva” del Comune di reperire per loro degli appartamenti nel degradato condominio “R-Nord”)'.
'Sul piano delle politiche economiche dobbiamo constatare con notevole preoccupazione che manca una visione del futuro e si vive alla giornata: degli investimenti



