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Dup Modena, Mazzi: 'Investimenti crollati da 200 a 81 milioni. Così si condanna Modena al declino'

Dup Modena, Mazzi: 'Investimenti crollati da 200 a 81 milioni. Così si condanna Modena al declino'

'Pochi investimenti significano infrastrutture inadeguate, strade dissestate, alberi che cadono, edifici pubblici da sistemare, servizi insufficienti'


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'Nel Documento Unico di Programmazione gli investimenti crollati da 200 a 81 milioni. Così si condanna Modena al declino'. È quanto dichiara Andrea Mazzi, capogruppo di Modena in ascolto, in merito al Documento Unico di Programmazione 2027-29, approvato lunedì in Consiglio comunale.

 

'Il Documento Unico di Programmazione dice dove e come il Comune vuole destinare le proprie risorse per il prossimo triennio. Per questo ci preoccupa, insieme a tutto il centrodestra, il forte calo degli investimenti pubblici scritto nero su bianco: si passa dai circa 200 milioni di euro del triennio di inizio decennio agli 81 milioni di questo piano. Un crollo. Pochi investimenti significano infrastrutture inadeguate, strade dissestate, alberi che cadono, edifici pubblici da sistemare, servizi insufficienti per i cittadini, imprese meno competitive, un territorio meno attrattivo e una transizione digitale più lenta. Numeri così condannano Modena al declino, in una congiuntura già complessa per famiglie e imprese. Colpisce poi – prosegue Mazzi – che, nel descrivere le strategie di sviluppo della città, il Documento taccia su temi decisivi. Manca una politica di contrasto all'emergenza demografica, mentre altre amministrazioni si sono già mosse: i mutamenti demografici sembrano un fatto ineluttabile, ma alla desertificazione demografica occorre reagire, come si cerca di fare per quella produttiva e commerciale'.

 

'Mancano quasi del tutto anche le politiche per le fasce sociali più deboli: ci si limita a gestire l'esistente.
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Sulle dipendenze l'amministrazione è impegnata in vari progetti, eppure il Documento non chiarisce cosa intenda fare e con quali risorse. Sul carcere si sono svolte commissioni, consigli, visite, ma non ci sono proposte per sostenere l'attività lavorativa né per promuovere comunità alternative. Nessuna politica per ridurre il numero degli aborti, né per contrastare efficacemente la tratta delle donne in strada e negli appartamenti. Nulla sulle persone con problematiche psichiatriche, nonostante un'emergenza gravissima'.

 

'Su tutti questi fronti – conclude Mazzi – il Comune, che ha la competenza sulle politiche sociali, ha una responsabilità precisa, e le azioni attuali sono insufficienti. Infine, nulla sulle politiche che favoriscano il benessere e la libertà delle famiglie, ne promuovano la costituzione e lo sviluppo, ne potenzino le funzioni e valorizzino la solidarietà tra famiglie. Eppure una società sta bene se le famiglie stanno bene'.
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