Una mobilitazione generale, porta a porta e testa a testa, per sbloccare gli indecisi e scacciare in questi ultimi 'decisivi' giorni anche la paura di non farcela. È quella che invoca il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, ieri sera in un cinema teatro Michelangelo da 500 persone strapieno a Modena, per l'arrivo del premier Paolo Gentiloni.
L'appuntamento di fatto ha chiuso una campagna elettorale 'difficile', riconoscono in tanti a partire dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli sul palco. Si rivolge franco ai militanti Bonaccini: 'Sentiamo tutti la preoccupazione che non vada come vorremmo, addirittura ci sembra- ammette il governatore- che le tante cose che il Governo Renzi e il Governo Gentiloni hanno fatto non riescano a trovare una risposta nei cittadini. Sembra piu' facile parlare alla loro rabbia, alla loro pancia e non alla loro testa, ma- incoraggia Bonaccini alzando la voce- non c'e' alcuna battaglia che non valga la pena portare avanti fino in fondo per cercare di ottenere il risultato migliore'. Da qui scatta l'invito al sussulto generale: 'Anch'io sono convinto che ci siano tanti cittadini ancora indecisi, dobbiamo parlare a loro ma- ammette il presidente della Regione- noi da soli non ce la facciamo. Bisogna che ognuno di voi si mostri il piu' convincente possibile, se chi incontriamo vede noi convincenti potrebbe anche riflettere, nonostante magari abbia gia' deciso chi votare'.
Insiste poi Bonaccini dispensando realismo contro i rischi di nuovi Governi pentastellati o leghisti: 'Per quanto uno puo' avercela col Pd e con i Governi di oggi, il rischio di un'avventura o dell'ingovernabilita' non farebbe bene neanche a lui e alla sua famiglia, o se ha un'impresa alla sua impresa. Puoi essere onesto- e' l'affondo contro i 5 stelle- ma se non sei capace e competente puoi fare danni disastrosi mentre governi esattamente come una persona disonesta. Dall'altra parte, c'e' una destra che parla alla pancia delle persone e rischia persino di rompere qualche valore che noi riteniamo imprescindibile e indispensabile'.
Ma il presidente della Regione considera anche agli 'amici' che hanno lasciato il Pd da sinistra, a partire dal suo predecessore in viale Aldo Moro Vasco Errani, citando l'aritmetica e altri rischi: 'Agli amici che se ne sono andati, gente con cui ho condiviso una lunga stagione venendo da sinistra, voglio bene. Mi auguro di ritrovarli insieme a noi in futuro, ma la matematica non e' un'opinione.


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