Volentieri pubblichiamo una lettera aperta dell'unico consigliere di una lista civica eletto nel Consorzio Burana. Stefano Pelliciari ha scritto al presidente della Regione Stefano Bonaccini, agli assessori agricoltura e suolo e a tutti i consiglieri regionali. Al centro delle sue richieste le elezioni on-line dei Consorzi e il sistema elettivo che egli giudica 'antidemocratico'. Il tutto alle porte delle elezioni del Cda del Consorzio Centrale in cui entrano diversi consorziati di Sassuolo, Fiorano e Carpi.
Il mio nome è Stefano Pelliciari e sono consigliere all’interno del Consorzio di Bonifica Burana dal 2016.
Mi rivolgo a voi, presidente, assessori e consiglieri della regione Emilia Romagna, per sottoporre alla vostra attenzione due questioni riguardanti quanto scritto negli statuti dei numerosi Consorzi di Bonifica del territorio e votato nel 2010 nelle vostre sedi: le modalità di voto e le regole per la formazione del Consiglio di amministrazione.
MODALITA' DI VOTO
In tale contesto è opportuno richiamare alla memoria come si siano svolte, nel dicembre 2016, le elezioni dei Consigli di amministrazione di alcuni Consorzi di bonifica, in particolare del Consorzio di Bonifica Burana, del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale e del Consorzio piacentino.
Nel 2010 fu inserita una norma negli Statuti di tutti i Consorzi che prevedeva, nei successivi due anni, quindi entro il 2012, la messa a punto di elezioni telematiche al fine di aumentare la partecipazione da parte della cittadinanza coinvolta. Ad esempio alle ultime elezioni di Burana l’affluenza al voto è stata di 2457 votanti contro i circa 173.000 aventi diritto (1,4%). Ecco la norma (art.8 dello Statuto): Con specifico regolamento consortile approvato dalla Regione, da adottare entro due anni dall’entrata in vigore del presente statuto, sono disciplinate le modalità di esercizio del diritto di voto in forma telematica e le operazioni relative alle verifiche e allo scrutinio dei voti così espressi. L’esercizio del voto in forma telematica deve garantire l’unicità del voto, la sicurezza della provenienza, la segretezza e la non modificabilità dello stesso.
Nell’anno 2016, pochi mesi dopo le votazioni nei Consorzi, Lepida S.p.A.
Bene, nonostante le parole rassicuranti della assessore Simona Caselli e di Franco Zambelli, Commissario regionale del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, il 26 aprile 2017, quasi un anno e mezzo dopo le elezioni annullate, viene proposto alla commissione regionale il nuovo regolamento per le elezioni del Consorzio dell’Emilia Centrale il quale, però (come si nota dal ritaglio sottostante), non prevede elezioni telematiche, ma parla di due tipi di seggio, fisso ed itinerante.
LE DOMANDE/1
A questo punto sorgono spontanee tre domande :
1. Perché questo tipo di elezioni dovrebbe garantire l’univocità, la sicurezza, la segretezza e la non modificabilità prevista dallo Statuto quando ha già fallito nella scorsa edizione?
2. Perché non si è agevolata la partecipazione dei cittadini fornendo loro strumenti moderni in grado di incentivarla?
3. Perché nel nuovo regolamento per le operazioni di voto non si parla della possibilità di “Internet Voting” come a più voci sollecitato?
LE REGOLE A SENSO UNICO PER LA FORMAZIONE DEI CDA
Anche queste regole sono state stabilite nello Statuto deliberato dalla giunta regionale nel 2010.
Lo Statuto Burana ed Emilia Centrale
A prima vista potrebbero sembrare semplici regole per organizzare in modo democratico la gestione di Enti importanti sul territorio quali sono i Consorzi di Bonifica, ma, addentrandosi nella valutazione reale del numero di consorziati che appartengono alle quattro sezioni, si scopre la seguente distribuzione dei consiglieri per sezione, risultante dalle ultime elezioni 2015 del Consorzio Burana:
Evidente è la disparità di Consiglieri eletti in rapporto ai Consorziati aventi diritto al voto: 135.000 votanti eleggono solo quattro Consiglieri nella sezione 1, mentre appena 600 votanti eleggono ben cinque Consiglieri nella sezione 4. Questo è un sistema a mio parere altamente antidemocratico. Paragonando la situazione alle elezioni Nazionali si potrebbe affermare che si otterrebbe la medesima situazione dividendo il numero di parlamentari eletti in quattro sezioni identificate in base alle tasse versate: i Paperon de’ Paperoni nazionali potrebbero eleggere da soli un quarto del Parlamento.
LE DOMANDE/2
1. Non reputa questo Consiglio Regionale che il sistema elettivo dei Consorzi Emiliani sia perlomeno molto lontano dalla rappresentanza oggettiva dei Consorziati?
2. Come può un singolo Consorziato della 1° sezione pensare di potere incidere con il suo voto all’equilibrio di rappresentanza nel Consiglio di Amministrazione del Consorzio per cui è tenuto a pagare la quota annuale?
3. Tutto ciò non pensate possa essere un ulteriore deterrente alla partecipazione elettiva?
Stefano Pellicciari



