Fino a poche settimane fa nella roccaforte rossa modenese i collegi uninomali erano dati per certi dal centrosinistra. Di qui la scelta del Pd di paracadutare alla Camera la Lorenzin in quello del Centro (dove dovrà sfidare la Lucaselli per il centrodestra e la Toce per il M5s) e De Vincenti a Sassuolo (dove corrono la Fiorini per il centrodestra e Dell'Orco per i 5 Stelle). Mentre al Senato Patriarca pareva avere vita facile contro Corti per il centrodestra e Brandoli per il M5s.
Ora però - alla vigilia del voto di domenica - il Pd modenese inizia a tremare come dimostrano le parole preoccupate di Stefano Bonaccini. Trema per l'ascesa (a sondaggi spenti ma a sentir popolare) di Liberi e Uguali che candida personaggi di spessore ovunque (la Guerra a Modena, Capponi a Sassuolo e Trande al Senato), e trema per l'inarrestabile declino dei Dem a livello nazionale.
Così nulla è più sicuro e i seggi apparentemente blindati potrebbero riservare sorprese anche ai paracadutati romani che, con tanto sacrificio, si sono spesi in queste settimane a Modena (per poi ovviamente sparire da lunedì).
Ma chi trema più di tutti in casa Pd è il senatore uscente Stefano Vaccari che nel collegio della Bassa alla Camera si trova di fronte il candidato di centrodestra Emanuele Cestari e il deputato M5S Vittorio Ferraresi, con Lorenzo Campana a togliere voti grazie a LeU.
Cestari, una esperienza di assessore comunale nel ferrarese, può contare su un crescente apprezzamento del centrodestra e su Comuni già a traino Lega-Forza Italia (Cento, Bondeno, Finale stesso), tutti elementi che fanno dormire sonni agitati a Vaccari, unico 'non paracadutato' negli uninominali della Camera.
Giuseppe Leonelli

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