L'emendamento rispolvera una precedente proposta del centrodestra. In particolare, si chiede di modificare gli articoli 72 e 73 del testo unico delle leggi sugli enti locali per cui risulterebbe eletto sindaco 'il candidato che ottiene il maggior numero di voti a condizione che abbia conseguito almeno il 40% dei voti validi. In caso di parità tra due candidati (pari o oltre il 40%) sarà eletto chi ha incassato il maggior numero di voti validi.
Previsto, inoltre, un 'premio di maggioranza' per il candidato vincente: nel testo è previsto che in caso di elezione al primo turno di un candidato sindaco, 'alla lista o al gruppo di liste a lui collegate che non abbia già conseguito almeno il 60% dei seggi del Consiglio, viene assegnato il 60% dei seggi, sempreché nessuna altra lista o altro gruppo di liste collegate abbia superato il 50% dei voti validi'.
Il sindaco
'La proposta di riformare i ballottaggi nei comuni con oltre 15mila abitanti e di attribuire la vittoria al primo turno al candidato che supera il 40% dei voti è inaccettabile nel metodo e nel merito perché calata dall'alto e non condivisa con i Comuni e perché colpisce l'unica legge elettorale che ha sempre dimostrato di funzionare'. Lo dice il sindaco di Modena Massimo Mezzetti.
'Una legge, si noti - prosegue - che ha garantito anche l'alternanza, ma che ha premiato chi i voti li ha presi. Non solo: l'emendamento proposto dal centrodestra prevede anche uno spropositato premio di maggioranza che rappresenterebbe un serio vulnus alla democrazia'.



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