'Quella del Frignano è un'area montana, con bassa densità di popolazione ma i cittadini che lì vivono, preziosi anche per quelli che vivono in collina e in pianura, hanno diritto alle stesse prestazioni sanitarie di quelli delle aree più popolose. In questo senso la cessazione del servizio di emergenza territoriale con auto medica e sanitari non appare appropriata se fuori da un contesto, da un disegno generale. L'ultimo Piano Attuativo Locale (PAL) di riorganizzazione dei servizi ospedalieri e territoriali è del 2012. Riorganizzazione che va condivisa con i Comuni dell'area e la Regione, a quanto pare non coinvolti in questo cambiamento - continuano Trande e Gamberini -. Le aziende sanitarie è giusto abbiano l'autonomia di organizzare e gestire, ma alla fine le loro decisioni non possono non vedere un confronto con cittadini e rappresentanti dei cittadini nelle istituzioni. Il confronto va avviato subito in Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria, i cittadini della montagna non possono aspettare tempi infiniti per avere risposte concrete riguardo il presente e il futuro per la loro salute. La nostra immediata proposta è che le due auto mediche presenti nella dotazione attuale vengano attivate entrambe con equipaggio dedicato, medico e infermiere, in pronta partenza dal Ps di Pavullo'.
'Per ridare dignità ad un territorio come quello montano serve innanzitutto che lo Stato eroghi i servizi necessari sotto il profilo qualitativo e quantitativo soprattutto in tema di sanità e scuola. Al contrario di quanto previsto dal nuovo Piano strategico nazionale per le Aree interne 2021/2027 prodotto da questo governo, che prevede la riduzione di risorse per aree come la nostra, abbandonandole ad un ineluttabile destino cioè l’abbandono della popolazione residente. Noi ci batteremo con tutte le forze perché questo non accada'.



