'Nei dieci anni in cui il super ticket di Errani era in funzione, la Regione Emilia-Romagna rastrellava mediamente 11.800.000 euro all’anno. Per quest’anno, invece, prevedono di raccogliere 5 volte tanto e dal prossimo quasi 7 – hanno proseguito i due consiglieri forzisti – Se quello di Errani era il super ticket, quello di De Pascale sarà un vero e proprio “maxi” ticket. Un dato che ben quantifica la portata di questo prelievo: ogni due giorni 45 Emiliano-Romagnoli su 100 acquistano un farmaco. È evidente come i 2,20 euro di ticket proposti da De Pascale a ‘scatola’, significano incidere pesantemente sul bilancio famigliare, colpendo in profondità il diritto alla salute'.
'Nei documenti relativi alla stessa manovra regionale non compaiono né i bilanci di previsione delle aziende sanitarie né le linee guida della Regione sull'utilizzo dei fondi sanitari. Un'impostazione consolidata da parte delle amministrazioni regionali di sinistra, ma già censurata dalla Corte dei Conti nel 2024. L’organo di controllo ha evidenziato come circa l’80% della spesa regionale sia riconducibile alla sanità, senza però che vi sia un orientamento strategico su come gestirla. In Emilia-Romagna la sinistra ista solo cercando di coprire la propria malagestione – hanno concluso Vignali e Castaldini – Si lamenta che vuole più risorse dal Governo, tartassa i cittadini, ma non ha ancora detto alle Ausl come spendere i fondi già assegnati e non è nemmeno in grado di mettere sotto controllo le svariate irregolarità contabili e gestionali che fanno perdere risorse preziose.



