Dopo l’approvazione da parte della Giunta regionale è stato infatti firmato il protocollo d’intesa tra l’assessorato alle Politiche per la salute e gli ospedali privati accreditati aderenti ad Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata), che da una parte individua il tetto di spesa che la Regione - come prevede la normativa nazionale - non può superare per richiedere prestazioni sanitarie al privato nel corso del 2023, dall’altra definisce i termini della collaborazione e gli obiettivi da raggiungere.
Il limite massimo di spesa per quest’anno è di 330,4 milioni e il protocollo individua gli ambiti in cui queste risorse possono essere impiegate: 241,8 milioni per le prestazioni di non alta specialità e 44,3 milioni per l’alta specialità, quindi attività di diagnosi, cura e riabilitazione che richiedono particolare impegno di qualificazione, mezzi, attrezzature e personale specificatamente formato, come ad esempio cardiochirurgia, trapianti, neurochirurgia, terapie intensive, diagnostica radiologica, accertamenti tramite Tac o risonanza magnetica, terapie oncologiche e dialisi; 37,3 milioni sono destinati alla psichiatria e 7 sono espressamente destinati a concorrere al recupero delle liste di attesa. Rispetto a quest’ultimo punto, per rispondere in maniera puntuale alle richieste delle Aziende a seconda dei fabbisogni dei territori, il protocollo prevede l’impegno di Aiop a concentrare con gradualità il budget loro assegnato sulle attività sanitarie che risentono di una maggior domanda e che, di conseguenza, determinano tempi più lunghi per essere evase.
La distribuzione del tetto di spesa per le attività a non alta specialità per provincia
Il tetto complessivo di spesa previsto per le attività a non alta specialità ammonta a 241.762.955 euro così distribuiti: Piacenza 21.742.084, Parma 37.317.290, Reggio-Emilia 18.354.400, Modena 12.817.417, Bologna e Imola 53.083.239, Ferrara 13.137.190, Romagna 85.311.335.
Complessivamente sono coinvolte dell’accordo 42 strutture in Emilia-Romagna che dispongono di 4.800 posti letto accreditati e danno lavoro a 8.500 addetti diretti. Il protocollo prevede l’istituzione di un tavolo di lavoro che predisponga l’aggiornamento dell’accordo quadro scaduto nel 2018 e affronti i temi dei limiti del ricovero in lungodegenza, la modifica dei criteri assistenziali, le differenziazioni tariffarie.
'Il rinnovo del protocollo di intesa con Aiop serve a dare regole ed omogeneità di comportamenti nei rapporti con il privato accreditato in tutto il territorio - commenta l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini (nella foto) - nella consapevolezza di quanto la collaborazione tra pubblico e privato in ambito sanitario sia importante. Noi crediamo in una sanità pubblica e universalistica, integrata con funzioni di supporto al sistema dal privato accreditato, che continui ad investire in qualità della cura e dell'assistenza e nella valorizzazione del personale dipendente.



