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'Emilia Romagna: la sanità si conferma sull'orlo del tracollo, il buco si attesta a 645milioni'

'Emilia Romagna: la sanità si conferma sull'orlo del tracollo, il buco si attesta a 645milioni'

'Il bilancio preventivo 2025 complessivo della sanità dell’Emilia-Romagna, approvato in pieno agosto invece che entro il 31.12.24, conferma tutte le criticità'


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'La Delibera Regionale di venerdì certifica il ‘buco’ complessivo in sanità si attesta a 645 milioni di euro grazie a risorse centrali ‘nascoste’, ma conferma il deficit delle singole Ausl a 1miliardo di euro. Ancora una volta emerge un “tesoretto”: il bilancio della Gestione Sanitaria Accentrata (GSA) – in pratica la cassa centrale del sistema sanitario regionale – registra un surplus di risorse non assegnate alle Aziende sanitarie fin da subito. Questo artificio contabile permette di ridurre il miliardo di deficit dichiarato dalle Ausl solo poche settimane fa. Infatti, oggi, a seguito di questo meccanismo, il disavanzo stimato scende a 645 milioni di euro, nonostante dal bilancio ordinario regionale siano già stati trasferiti 200 milioni di euro'. A sottolineare i dati è Pietro Vignali, capogruppo Forza Italia – Assemblea Legislativa Emilia-Romagna.
'Eppure, appena l’11 luglio scorso, la stessa Giunta regionale tranquillizzava pubblicamente tutti: “Nessun buco di bilancio e nessun rischio per la sostenibilità del sistema sanitario regionale. Quelli presentati in questi giorni dalle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna sono, infatti, bilanci di previsione che, per loro natura, contengono solo i ricavi attualmente certi nel momento della loro redazione e, diversamente, anche di tutti i costi potenziali dell’esercizio”.
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Il bilancio preventivo 2025 complessivo della sanità dell’Emilia-Romagna, approvato in pieno agosto invece che entro il 31.12.24, conferma tutte le criticità tipiche di una gestione che rincorre la spesa senza governarla. Una prassi irregolare ormai già denunciata più volte anche dalla Corte dei Conti. La realtà è un’altra. La scelta di trattenere una quota rilevante di risorse a livello centrale per poi redistribuirle in corso d’anno con finalità di riequilibrio, anziché assegnarle già in sede previsionale, è profondamente scorretta e politicamente grave'.

 

'Così facendo – attacca Vignali – si priva le Ausl della piena disponibilità delle risorse necessarie per programmare in maniera efficace, e si crea un pericoloso “effetto attesa” che disincentiva i Direttori Generali dal perseguire in modo deciso l’efficienza e la riduzione dei costi strutturali. Questa situazione conferma come la Regione continui a gestire in modo opaco e poco trasparente la partita sanitaria, preferendo annunciare allarmi per giustificare interventi straordinari a posteriori. Da un lato si tagliano retroattivamente 80 milioni alla sanità privata e dall’altro sguinzagliano i gabellieri regionali per rastrellare ulteriori risorse per 400 milioni attraverso – lo ricordo – l’introduzione dei Ticket sui Farmaci, gli aumenti Irpef per i dipendenti e quelli Irap per le aziende, l’incremento del bollo auto del 10%.
Ulteriori nubi sono però rappresentate dall’effettivo incasso. Nel mese di maggio, secondo quanto riferito direttamente dall’Assessorato alle politiche per la salute, la Regione Emilia-Romagna ha incassato per i ticket sui farmaci appena 4,4 milioni di euro, il 25% in meno di quanto previsto. Di questo passo sarà difficile raggiungere l’obiettivo di 50 milioni previsto per il 2025. Ci tengo a sottolineare – conclude il capogruppo azzurro – l’importante e positiva notizia – annunciata dal Ministro della Salute Orazio Schillaci – della crescita del Fondo Sanitario Nazionale di altri 6 miliardi (due nuovi e quattro stanziati in finanziaria). La quota spettante all’Emilia-Romagna, pari a circa il 7% del fondo, si tradurrà verosimilmente in ulteriori 435 milioni di euro per l’anno prossimo'.
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