'Eppure, appena l’11 luglio scorso, la stessa Giunta regionale tranquillizzava pubblicamente tutti: “Nessun buco di bilancio e nessun rischio per la sostenibilità del sistema sanitario regionale. Quelli presentati in questi giorni dalle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna sono, infatti, bilanci di previsione che, per loro natura, contengono solo i ricavi attualmente certi nel momento della loro redazione e, diversamente, anche di tutti i costi potenziali dell’esercizio”. Il bilancio preventivo 2025 complessivo della sanità dell’Emilia-Romagna, approvato in pieno agosto invece che entro il 31.12.24, conferma tutte le criticità tipiche di una gestione che rincorre la spesa senza governarla. Una prassi irregolare ormai già denunciata più volte anche dalla Corte dei Conti. La realtà è un’altra. La scelta di trattenere una quota rilevante di risorse a livello centrale per poi redistribuirle in corso d’anno con finalità di riequilibrio, anziché assegnarle già in sede previsionale, è profondamente scorretta e politicamente grave'.
'Così facendo – attacca Vignali – si priva le Ausl della piena disponibilità delle risorse necessarie per programmare in maniera efficace, e si crea un pericoloso “effetto attesa” che disincentiva i Direttori Generali dal perseguire in modo deciso l’efficienza e la riduzione dei costi strutturali. Questa situazione conferma come la Regione continui a gestire in modo opaco e poco trasparente la partita sanitaria, preferendo annunciare allarmi per giustificare interventi straordinari a posteriori. Da un lato si tagliano retroattivamente 80 milioni alla sanità privata e dall’altro sguinzagliano i gabellieri regionali per rastrellare ulteriori risorse per 400 milioni attraverso – lo ricordo – l’introduzione dei Ticket sui Farmaci, gli aumenti Irpef per i dipendenti e quelli Irap per le aziende, l’incremento del bollo auto del 10%.



