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'Ex Amcm, ecco perché anche FI ha votato contro'

'Ex Amcm, ecco perché anche FI ha votato contro'

Lo spiega il consigliere Adolfo Morandi: 'Mancata trasparenza sui calcoli dei costi,alti profitti dei privati, parcheggi insufficienti e destinazione snaturata'


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Un'operazione che fa gli interessi privati anziché quelli pubblici, che snatura la destinazione culturale che doveva avere l'area, riduce i parcheggi e danneggia la rete commerciale della zona che ha nel mercato di via Albinelli un importante e tradizionale riferimento.

A grandi linee sono queste le motivazione che il gruppo consiliare di Forza Italia, per voce del consigliere Adolfo Morandi,  hanno motivato la bocciatura della delibera sul progetto di riqualificazione dell'area del comparto ex-amcm destinato ad ospitare il cosiddetto 'Parco della creatività'

'Da un lato le proposte di realizzazione  a vantaggio del Comune: si  realizza una palestra, che da sempre Forza Italia ha chiesto, anche quando la giunta precedente negava questa possibilità; si realizza un parcheggio interrato e  a raso per circa 250 posti auto, si realizza una piazza centrale   su livello più basso che può essere utilizzata da anfiteatro; si sistemano e si realizzano altri spazi pubblici per  la funzione ciclo pedonale interna oltre che una serie di lavori nelle vie Carlo Sigonio e Peretti'

'Dall’altro lato - afferma Morandi - il privato ( il raggruppamento d’imprese) chiede per la realizzazione delle opere pubbliche proposte, la cessione  della palazzina su via Carlo Sigonio, la cessione delle  Ex officine e la cessione

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dell’area  su  fronte via Peretti con potenzialità edificatoria di 64 alloggi.

'Il fatto che dopo 30 anni si veda una possibile conclusione dell’iter delle proposte  di riqualificazione avrebbe fatto pendere la bilancia dall’altro lato molti sono i motivi che fanno viceversa pendere verso il voto contrario, vediamo di elencarli'. E qui, Morandi, li elenca tutti:

-           L’area  secondo il desiderio dei cittadini deve essere destinata  a funzioni pubbliche e non deve esserne snaturata  dalla costruzione di 3 palazzine di 7 piani;

-          Non deve essere consentito l’inserimento di un supermercato; a non troppa distanza vi sono altri supermercati e inoltre  sono presenti tutti i negozi del centro storico, in primis il mercato Albinelli, che perderebbero buona parte della loro attrattività; non solo , sono pure presenti in zona diversi esercizi di vicinato che sarebbero costretti a chiudere per la forte concorrenza subita. Infine il traffico di scarico/carico merci, il traffico veicolare indotto dal supermercato dove abitualmente si va  per la spesa settimanale in auto, vedrebbero aumentare  il carico veicolare con disagio dei residenti e  aumento dell’inquinamento. In conclusione non se ne vede l’utilità anzi cresce il forte timore per i danni che provocherebbe.

-          Il numero dei posti auto del parcheggio esistente si riduce in modo drastico: dai circa 550 attuali a circa 350 con una riduzione di  200 posti.

Il parcheggio è largamente utilizzato dai cittadini che si recano in centro , proprio perché è libero ed è a ridosso del centro storico. E’ un aspetto decisamente negativo per una città che ha visto aumentare a dismisura i parcheggi a pagamento con un piano sosta tutto a vantaggio del raggruppamento d’imprese che ha costruito il parcheggio al Novi Sad .

-          Del resto  la storia si ripete; il raggruppamento d’impresa trarrà il massimo profitto dall’operazione anche se presenta  un quadro economico di massima a vantaggio dell’amministrazione. Le opere pubbliche da realizzare e gli oneri a carico del raggruppamento d’imprese viene preventivato in  € 8.775.000, mentre la cessione delle aree e degli edifici viene valorizzata 5.735.000, ragione per cui  si chiede che il comune versi anche  un contributo di € 2.000.000. Non si è mai visto che una impresa che ha finalità speculative di reddito “regali” circa un milione di euro di lavori eseguiti. E’ di tutta evidenza che  la spiegazione si debba trovare nelle valutazioni: sono sopravvalutati i lavori pubblici eseguibili a favore del comune e sono sottovalutati i valori dei beni da cedere in cambio.

Da nostri calcoli il valore degli edifici e delle aree con potenzialità edificatoria  è di circa € 8.000.000 e non € 5.735.000.

In commissione abbiamo chiesto di mostrarci i calcoli in base ai quali sono state formulate le valutazioni; non sono stati forniti. L’assessore ha dichiarato  che la commissione dei periti ha giudicato che i valori indicati erano congrui e tanto deve bastare ; occorre un atto di fiducia totale. Non è certamente  un modo trasparente per presentare il quadro economico di fattibilità'

 

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