'Se noi andiamo a verificare il percorso partecipato del PUG verso l’adozione vediamo che vi è stato un evento pubblico e 5 nei quartieri. I restanti sono incontri con enti, associazioni, privati che non possono definirsi pubblici. Dei 180 incontri tenutisi 55 sono quelli con i privati, 11 con le associazioni, 11 sono richieste di audizione, 11 finalizzati ad approfondimenti tecnici e incontri di formazione, 80 incontri tecnici: mi pare evidente che non si è ottemperato a quanto previsto dall’articolo 45 della legge regionale in tema di percorso partecipato che prevede confronti pubblici anche con coloro che hanno presentato le osservazioni. E questo è grave perché parliamo di una delibera vincolerà il tessuto urbanistico della città per anni, licenziata con uno strappo in commissione, con una spaccatura tra Pd e i restanti gruppi consiliari. Il tutto senza che ci fossero termini in scadenza per l’adozione del piano'.
'Nel merito, pur non avendo come detto potuto analizzare in modo dettagliato il documento, si possono sollevare alcuni rilievi. Innanzitutto il PUG fornisce elaborati cartografici basati su una rappresentazione del territorio ormai obsoleta perché non tiene conto dei lavori eseguiti da AIPo e dall’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile durante il 2021 e il 2022, limite non di poco conto sul fronte della conoscenza del rischio idraulico e difficilmente coniugabile con l’azione indicata nella strategia “città green, sana e antifragile”. Sul fronte strategico nel documento si afferma poi di voler “coniugare residenzialità e vocazione turistica del centro storico” e nella disciplina si legge l’obiettivo di confermare e potenziare la residenzialità, anche per famiglie. Eppure la residenzialità e la vocazione turistica passa attraverso la soluzione del problema dei trasporti, soprattutto se ci rivolgiamo alle famiglie con figli: se non risolviamo questo problema con parcheggi pubblici accessibili, l’obiettivo di coniugare residenzialità e vocazione turistica decade.



