‘Mi fa piacere che il consigliere di maggioranza Paolo Ballestrazzi insista sulla Fondazione di Modena per rilevare l’assurda situazione che a fronte di un silenziato ammanco milionario vede i suoi vertici in carica premiarsi con l’auto allungamento del mandato da quattro a sei anni. Condivido pienamente tutte le sue amare considerazioni di cui sembra soffrire in piena solitudine nella maggioranza del Consiglio comunale, cosi come le vivo io nella minoranza’. Così, in una nota, il consigliere Maria Grazia Modena.
‘Ci unisce forse l’affinità anagrafica di aver vissuto altri tempi in cui le antiche virtù della dignità e dell’onore personale erano essenziali per il riconoscimento sociale del valore di un individuo, tempi in cui l’opinione della comunità aveva un peso determinante nel comportamento individuale, tempi in cui semmai qualcuno che ricopriva una carica per nomina se mai fosse stato chiamato a votarne il prolungamento si sarebbe ben guardato dall’approfittarne a proprio vantaggio. Ma proprio in tutte le fondazioni modenesi è accaduta questa vergogna? Ma se ci si indigna di fronte ad un misterioso ammanco milionario e ad un comportamento poco ortodosso, non si può nascondere il peggio, cioè l’involuzione disvalorale della Fondazione di Modena, che sotto la guida degli attuali presidente e amministratori è passata dal finanziamento di grandi progetti, quelli significativi, che incidevano sul futuro della Città, alla distribuzione delle risorse a pioggia, che vanno in soccorso aduna pletora di associazioni o pseudotali, che poco o niente apportano di beneficio al territorio’.
‘Un cambiamento che, però,vede la Fondazione di Modena più
che a investire nello sviluppo a surrogare il Comune di Modena in molti suoi impegni finanziari e che spiega almeno in parte il complice silenzio della Città politica e associazionistica sulle disavventure dell’ente. A questa aggiungerei un’altra anomalia di questa presidenza e amministrazione della Fondazione di Modena registrata pochi giorni fa, cioè l’investimento diretto (Fondazione) e indiretto (Carimonte) per qualche milione di euro nella carta stampata, tra cui un quotidiano modenese. Un investimento tutto da chiarire, certamente non remunerativo, come richiederebbe lo statuto, tenuto conto dello stato comatoso in cui versano i giornali’ - chiude Maria Grazia Modena.

