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Fonderie cooperative: emissioni ok, ma sugli odori obiettivo mancato

Fonderie cooperative: emissioni ok, ma sugli odori obiettivo mancato

Giudicate insufficienti le prime proposte presentate dall'azienda per migliorare l'abbattimento degli odori. Comune ed Arpa hanno chiesto alla proprietà altre soluzioni per i punti critici.


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Emissioni Ok, odori No. E' questa in estrema sintesi la conclusione delle indagini che hanno verificato l'efficacia o meno degli interventi strutturali per mitigare l’emissione di odori e polveri che la proprietà di Fonderie Coooperative aveva concordato nel mese di luglio con il tavolo tecnico composto da Comune di Modena, Arpae e Ausl.  L'obiettivo era sia quello di ridurre le emissioni inquinanti, sia quello di ridurre gli odori che rovinano da anni la vita di un'area residenziale anche di pregio sorta negli anni intorno all'impianto industriale. 

Il Tavolo tecnico  si è riunito nuovamente venerdì 8 settembre dopo la pausa estiva di agosto, durante la quale l’impresa è stata chiusa. La riunione, in continuità con la precedente seduta del 20 luglio scorso, aveva all’ordine del giorno anche la presentazione, da parte dell’azienda, delle proposte impiantistiche di miglioramento. I primi progetti presentati, però, sono stati giudicati insufficienti dai tecnici del tavolo per il pieno raggiungimento degli obiettivi di abbattimento ulteriore delle emissioni e di mitigazione degli odori.

Il tavolo tecnico ha quindi verbalizzato la necessità di presentare entro 30 giorni, da parte dell’azienda, un nuovo progetto basato sulla tecnica di iniezione di carbone attivo nelle condotte di aspirazione a monte dei filtri già installati nei

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punti di emissione E26 e E27 (sigle che identificano la tipologia ed il funzionamento dei punti critici), anche sulla base delle indicazioni fornite da Arpae e Ausl a seguito dei risultati delle analisi sulle emissioni effettuate nei mesi di maggio e giugno.

Gli approfondimenti sulle emissioni effettuati nel corso dei controlli per avere una caratterizzazione chimica e olfattometrica hanno infatti individuato come responsabili di oltre il 95 per cento delle emissioni che generano odori (benzene, idrocarburi aromatici e alifatici) le emissioni E26 e E27, confermando quindi quanto già anticipato da Arpae nei precedenti incontri, ovvero che l’impianto di abbattimento odori deve essere installato su queste due emissioni. Cosa che appunto non è stata fatta e che dovrà essere fatta a breve.

E se sul fronte degli odori e dei filtri per evitare questo genere di emissione c'è ancora tanto da fare, le rilevazioni offrono risultati migliori, o meglio in linea con i parametri fissati, sotto l'aspetto delle emissioni, che - segnala il Comune di Modena - rientrano nei valori limite prescritti dall’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per tutti i parametri previsti che, in alcuni casi, sono inferiori a quelli stabiliti dalle norme nazionali.


Le misure hanno riguardato le emissioni ai camini sulle quali sono state eseguite verifiche su polveri, metalli, diossine, benzene, aldeidi, fenoli, ammine, ossidi di azoto e di zolfo, monossido di carbonio, carbonio organico totale, composti organici volatili.

Nei campioni è stata rilevata anche la presenza di fenoli e ammine, sostanze caratterizzate da una soglia olfattiva molto bassa e che possono per questo motivo incidere sulla percezione di odore. Ulteriori misurazioni, i cui risultati saranno disponibili a breve, sono state effettuate attraverso la campagna di monitoraggio con il naso elettronico realizzata nei mesi di giugno e luglio nelle aree esterne all’impianto.

I risultati delle analisi sono disponibili sul sito www.arpae.it nella pagina di Modena.




 

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