'Il motivo di questa incertezza è scritto nero su bianco nella relazione illustrativa variante urbanistica ed è l'irrisolto tema della bonifica delle aree oggi contaminate. La relazione geologica evidenzia la presenza in tutta l’area di scarti della lavorazione industriale con concentrazioni di metalli e idrocarburi pesanti. A riguardo l'amministrazione ci ha ovviamente confermato che prima si dovrà bonificare poi costruire, ci è stato riferito che il sito ha un problema di inquinamento per utilizzo scorie altoforno che venivano depositate all’esterno del capannone ed ha ammesso che il tema dell’inquinamento dell’area ha condizionato anche la mancata attuazione dei progetti in questo anni - continua Elisa Rossini -. A questo punto il Comune ha condiviso con Arpae un percorso di bonifica per stralci, si faranno sondaggi dei terreni e delle acque per capire la situazione poi si concorderà con Arpae il piano di bonifica per poi procedere con il cantiere. Solo allora, forse, si concretizzerà davvero la possibilità di riqualificazione dell’area che la città attende da decenni'.
'Inevitabile chiedersi perché dal 1983 ad oggi non si è pensato prima di tutto di fare la bonifica di quel sito? E sarebbe interessante verificare quanto denaro è stato speso dalle amministrazioni che si sono succedute al governo della città per realizzare progetti e consulenze con riferimento all’area ex Fonderie quando l’unico progetto che si doveva avviare al più presto e che rappresenta la base per il resto era la bonifica dell’area per la quale, da quanto abbiamo appreso esaminando i documenti allegati alla delibera, è stato fatto sino ad ora poco o nulla. Per questo, pur nella consapevolezza dell’importanza di un progetto di riqualificazione di quest’area non possiamo esprimere voto favorevole a causa da un lato delle incertezze sulla destinazione del sito, e dall’altro a causa della constatazione del tempo che è trascorso dal lontano 1983, anni sprecati nella elaborazione di progetti irrealizzabili. Non vorremmo che anche questo lo fosse.



