Il ritornello più volte pronunciato nei corridoi di palazzo ('il candidato sindaco lanciato 8 mesi prima non può essere quello reale') non ha trovato riscontro nella realtà. Forza Italia e Fratelli d'Italia cedono a Modena (dopo una brevissima resistenza) al predominio leghista e sono pronti a condividere (volenti o nolenti) la candidatura unitaria a sindaco per il centrodestra di Stefano Prampolini, mite e apprezzato (ma semisconosciuto) commercialista con un passato nel Cdu, scelto in solitaria dalla mente leghista, Stefano Vernole, e guidato sui social dal ghost writer milanese che guidò la campagna a Vignola di Simone Pelloni, Massimo Melica.
Fallito (o fatto volutamente fallire) il tentativo di contrapporre il nome eccellente di Maria Grazia Modena, forzisti e Meloniani sono decisi ad accontentarsi delle briciole sulle candidature in altri Comuni della Provincia, a partire da Maranello dove Fratelli d'Italia di Michele Barcaiuolo pare riesca a lanciare la candidatura di Guglielmo Sassi preferito al leghista ex forzista Luca Barbolini e da Sassuolo (sulla via del tramonto l'ipotesi di Menani) e Carpi, dove l'indagine per concussione che coinvolge la giunta Pd rende la sfida appettibile a tanti.
Partita chiusa quindi su Prampolini nonostante i tanti mal di pancia tra gli alleati che, al di là delle dichiarazioni di rito e delle foto sorridenti, difficilmente si spenderanno pancia a terra per il leghista in campagna elettorale. In ogni caso, la prima sfida sul nome del candidato a Modena, la Lega di Bargi e Bagnoli l'ha vinta: Prampolini verrà presentato a metà febbraio al 212 che vede tra i soci l'ex campione del Mondo Luca Toni. Muzzarelli ha dunque un avversario certo, in attesa che i 5 Stelle decidano se accettare le condizioni poste da Pier Giorgio Rebecchi.
Leo


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