'Libertà di scioperare'. Lo urla stamattina la Cgil di fronte alla Prefettura di Modena, dove, segnala il sindacato, si sono riunite 500-600 persone tra megafoni e striscioni con delegazioni da tutta l'Emilia-Romagna.
Mentre alcuni funzionari sono stati ricevuti nei locali del prefetto Maria Patrizia Paba, in viale Martiri si susseguono i comizi del sindacato modenese e di quello dell'Emilia-Romagna: parlano il segretario Fiom di Modena, Cesare Pizzolla, il segretario della Camera del lavoro, Manuela Gozzi, il segretario della Cgil Emilia-Romagna, Luigi Giove, tra gli altri. Tutto è partito dalla vertenza della Frama Action, azienda di Novi che la multinazionale austriaca Hella vuol far traslocare il 6 marzo chiudendo la produzione locale, nonostante l'opposizione della Regione, a cura al momento una ventina di lavoratori.
Ma dalla Frama, dopo la denuncia a carico di diversi lavoratori in presidio ai cancelli, la mobilitazione si è presto allargata al contesto generale, con l'obiettivo di scongiurare altre delocalizzazioni di multinazionali ai tempi del decreto Sicurezza, che ad esempio sui blocchi stradali viene ritenuto un freno alla liberta' di manifestare. Viene esposto anche uno striscione, in tedesco, col messaggio 'il lavoro deve rimanere a Novi di Modena', con Pizzolla che commenta: 'Visto che spiegarglielo in italiano non lo capiscono, glielo abbiamo scritto in tedesco'. Aggiunge il segretario Fiom in un post: 'Oggi la faccia pulita di questo Paese manifesta contro leggi per le quali chi si oppone al furto di posti di lavoro viene denunciato. Egregio Governo - evidenzia Pizzolla - questi lavoratori si stanno sostituendo a voi ed alle vostre leggi e quindi ascoltateli e non denunciateli, ve lo diremo in tutte le lingue'.
Frama e non solo: esplode la rabbia della Cgil davanti alla Prefettura
'Oggi la faccia pulita di questo Paese manifesta contro leggi per le quali chi si oppone al furto di posti di lavoro viene denunciato'
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