'La mancanza di tale Piano, esplicitamente previsto dall'Articolo 3 del Disciplinare tecnico, ha determinato l’assenza di programmazione e di chiarezza che ha certamente avuto ripercussioni sulla qualità del servizio e provocato disorientamento nei cittadini. Ricordo anche che il 12 aprile 2023 il Comune di Modena ha inviato ad Atesir ed Hera un elenco dei servizi integrativi da attivare tra i quali ad esempio il potenziamento dello spazzino di quartiere, la raccolta domiciliare carrellato in area di proprietà privata, la fornitura di nottolini con chiave unificata per il servizio di raccolta interna androni, con un incremento dei costi del servizio pari a 1.199.167 euro ai quali il Comune di Modena ha fatto fronte attraverso l’utilizzo di avanzo di bilancio - continua Elisa Rossini -. Ed ora si cambia di nuovo con l’introduzione delle “casette Eco Smarty” e della raccolta notturna con inevitabile nuovo aumento dei costi. E tutto sempre in assenza di un piano come previsto dal contratto. Si procede senza una visione causando irrimediabile degrado in città e continui disagi ai cittadini'.
'Non vi era in realtà alcuna necessità di introdurre un sistema di raccolta differenziata senza l’utilizzo dei cassonetti per alcune tipologie di rifiuto, e l’avere eliminato i “vecchi” cassonetti per sostituirli con le “casette Eco Smarty”, che al di là del nome accattivante sono pur sempre cassonetti, può essere definito a tutti gli effetti un passo indietro rispetto al sistema iniziale ed uno spreco di materiali e risorse economiche. Ci chiediamo a chi convenga tutto questo perché certamente non sono i cittadini a trarne giovamento. E domandiamo anche come sia stato possibile per il gestore e il Comune programmare il servizio di gestione dei rifiuti senza il Piano Annuale delle Attività e come mai il Comune non si decida finalmente a pretendere da Hera l’adempimento del contratto'.


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