Un ex ministro dell'Interno ed un ancora sindaco PD sul palco della festa provinciale dell'Unità che solo per Marco Minniti (che aveva disposizione solo il lunedì sera), ha deciso una serata straordinaria di apertura. Per lui, che arriva con tre scorte. Quella ministeriale concessa a chi come lui è ancora obiettivo sensibile, con quella garantita dalla questura e quella del servizio d'ordine del PD.
Un giro tra gli stand e le cucine che per lui hanno garantito, l'apertura straordinaria della festa, anche il lunedì, giorno di chiusura. Seguito da una serie di abbracci di sorrisi e di sguardi di intesa durati più due ore con il dichiaratamente 'amico' e politicamente 'compagno' Giancarlo (Muzzarelli). L'ex ministro, sul palco della festa, che chiama compagni anche gli intervenuti in platea e non manca di ricordare la sua estrazione 'comunista'. Una estrazione 'comunista e di sinistra' che, nonostante quella che lui stesso giudica 'la più grande e più bruciante sconfitta elettorale incassata nelle ultime elezioni' - anche sui temi dell'immigrazione e della sicurezza prova a proporre, o almeno ricordare, la propria ricetta, la propria formula.
La sicurezza della sinistra, appunto, quella raccontata da Minniti dei patti per la sicurezza di cui Modena è stata capofila. La ricetta della sicurezza della sinistra che però, alla prova dei fatti e delle urne non è stata compresa, non solo dai cittadini, ma anche dai dirigenti del partito.
L'ascolto, tema fondamentale nella sconfitta della sinistra. Ascolto che se non c'è stato da parte dela dirigenza nazionale del partito nei confronti del territorio, non c'è stato neppure tra gli amministratori PD e la base PD e più in generale il popolo. 'Abbiamo risposto alla richiesta di sicurezza alle persone toccate da vicino dai reati o preoccpate dalla perdita del lavoro, con numeri e statistiche che dicevano che i furti ed i reati erano calati e il lavoro, così come l'economia, erano in crescita' - ha affermato Minniti.
Ricetta giusta per Minniti, ma non compresa dal popolo, anche sul tema dell'immigrazione. Per Minniti che non parla di politiche per l'accoglienza, più volte messe in discussione sia dalla base che dalla nomenclatura PD, l'orgoglio più grande è rappresentato dai risultati ottenuti in Libia anche in termini di riduzione degli sbarchi, i cui effetti si stano spalmando fino ai giorni nostri. 'Su questo tema il governo ha fatto solo demagogia e populismo, facendo perdere credibilità all'Italia anche di fronte all'europa' -afferma Minniti. Dovevano battere i pugni sul tavolo dell'Europa e non hanno ottenuto nulla, nemmeno la revisione del Patto di Dublino. Sono andati in Europa pronti a suonarle e sono stati suonati'
Un tema, quello dell'immigrazione e dell'accoglienza, sul quale il Sindaco si sofferma volentieri sottolineando anche in questo caso la propria ricetta che si sostanzia, nei confronti dei richiedenti asilo, in più doveri insieme ai diritti'. Tra questi anche il dovere di ricambiare l'accoglienza che viene garantita e i doveri che derivano dall'essere italiano. 'Per questo, anche se all'interno del partito ci sono persone non d'accordo, ho proposto di fare lavorare i richiedenti asilo per tre giorni la settimana e per questo credo sia importante rilanciare il tema dello Ius Soli - chiude Muzzarelli - nel senso dell'assunzione di doveri e responsabilità nei confronti dell'Italia che derivano dall'essere cittadini Italiani'
Gi.Ga.



