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Guariti dal Covid, Babele di regole per tornare a fare sport

Guariti dal Covid, Babele di regole per tornare a fare sport
Guariti dal Covid, Babele di regole per tornare a fare sport

'I tempi per riottenere il certificato di idoneità sportiva sono più brevi e ci sono percorsi differenti sulla base dei sintomi, leggeri o più gravi'

'I tempi per riottenere il certificato di idoneità sportiva sono più brevi e ci sono percorsi differenti sulla base dei sintomi, leggeri o più gravi'


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Via libera alle nuove regole per gli atleti, professionisti e non, che devono riottenere il certificato di idoneità sportiva dopo la guarigione dal Covid. La Medicina dello Sport di Modena ricorda i punti principali del Protocollo approvato recentemente dal Ministero della Salute per ottenere il cosiddetto ‘Return to play’, condizioni precise che devono essere rispettate da tutti i soggetti, a partire dalle società sportive, che negli ultimi giorni sempre più spesso si stanno rivolgendo al Dipartimento per ottenere informazioni precise.

Le novità più importanti
Chi ha avuto la malattia in modo asintomatico o lieve non dovrà più attendere 30 giorni dall’avvenuta negativizzazione, ma solamente 7 o 14 giorni, in base all’età (meno di 40 anni) e al tempo trascorso dalla vaccinazione: chi l’ha effettuata da meno di 120 giorni, o ha la dose booster, aspetterà una settimana, per tutti gli altri lo stop sarà di 14 giorni.
Il Protocollo, che si applica a tutti gli sport, prevede che i tempi si riducano ad un giorno d’attesa nel caso di atleti professionisti o anche impegnati in campionati di interesse nazionale (nel calcio fino all’Eccellenza, nel basket ad esempio fino alla serie C Gold).

Gli atleti con malattia e guarigione da Sars-Cov-2 accertata vengono distinti
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in: malati asintomatici, con malattia lieve o moderata (ricovero ospedaliero), e casi gravi.
I malati asintomatici vengono a loro volta distinti in base all’età (under/over 40), alla presenza o meno di fattori di rischio(diabete, ipertensione, ipercolesterolemia) e al completamento dell’iter vaccinale, riducendo il numero degli esami previsti per il rientro all’attività per i soggetti under 40 e senza particolari rischi. Per tutti gli altri invece, oltre a visita ed ECG basale, si raccomandano ulteriori approfondimenti, tra cui il test da sforzo con monitoraggio elettrocardiografico continuo, non prima di un determinato lasso di tempo dal riscontro dell’infezione, anche questo legato all’anamnesi del paziente.
Più severo il controllo sugli atleti al rientro da malattia sintomatica moderata o grave, per cui vengono disposti oltre agli accertamenti di base, anche esame spirometrico ed esami ematochimici, oltre ad eventuale visita specialistica di riferimento.

“Si tratta di modifiche doverose rispetto ai precedenti protocolli – afferma Gustavo Savino, direttore della Medicina dello Sport Ausl di Modena -. Resta valido l’appello a tutte le società sportive di evitare pericolose ‘personalizzazioni’ delle regole stabilite dal Ministero e dalla FMSI. I tempi per riottenere il certificato di idoneità sportiva sono più brevi e ci sono percorsi differenti sulla base dei sintomi, leggeri o più gravi, sofferti dallo sportivo durante la malattia.
Ignorare le nuove norme, nettamente più leggere rispetto alle precedenti, espone l’atleta a potenziali rischi per la salute e le società a conseguenze legali qualora subentrassero problemi di salute”.
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