'D’altra parte, nel corso di questa ormai lunga vicenda si è sempre più fatto strada l’obiettivo dei comuni (o almeno di quelli ai cui sindaci era stato delegato di dialogare su questo accordo) di togliersi l’ingombro di quello che è sempre più emerso come un pesante fardello politico: la guida di un’azienda territoriale che avesse come obiettivo la valorizzazione della qualità della vita dei cittadini delle loro comunità. Perché impegnarsi in lunghi e logoranti progetti di sviluppo e crescita di Aimag? Meglio era prendere una scorciatoia che consentisse di monetizzare gestendo in modo capitalistico quella che se non fosse un gioiellino tanta corte da parte di Hera non avrebbe avuto, perché Hera è un’azienda quotata in borsa che niente fa per niente'.
'Finora in tutti i comuni la proposta è stata approvata, ma certo non è stata approvata sulle ali dell’entusiasmo, piuttosto sulle ali di una presunta, in realtà irreale, necessità. E, a salvaguardia dell’operato dei sindaci, forse molti di loro sperano in un no dall’esame della Corte dei Conti, perché ben consapevoli della fragilità dell’impianto deliberativo che portano avanti. Il procedimento scricchiola, vari consiglieri di maggioranza ed opposizione hanno mostrato diverse perplessità riempiendo i verbali di osservazioni, vari cittadini hanno portato osservazioni all’avviso di consultazione pubblica e attendono risposte alle loro istanze, tante persone si chiedono come sia stato possibile avviare questo procedimento senza una vera consultazione pubblica. E i sindaci sanno che stanno tradendo una parte fondante della loro campagna elettorale e forse sperano, in cuor loro, lontano dalle luci della ribalta, che qualcuno riesca a fermare questo ingranaggio che loro stessi hanno messo in moto frettolosamente prestando attenzione alle scorciatoie del capitale più che alle riflessioni della politica'.
'Michele Serra proprio oggi sulla sua rubrica L’Amaca di Repubblica ricorda il caso dell’isola di Poveglia, davanti a Malamocco a Venezia, che è stata affittata da un gruppo di veneziane e veneziani per farne un parco pubblico e renderla un bene comune piuttosto che portarla ad ospitare un altro dei tanti alberghi di lusso veneziani.



