'L’Italia sostiene ogni pista possibile per arrivare a una pace giusta in Ucraina, che significa l’indipendenza e l’integrità territoriale dell’Ucraina. Ma intanto continuano brutali e indiscriminati gli attacchi russi. A livello generale le conseguenze globali del conflitto, soprattutto in termini di sicurezza alimentare ed energetica, continuano a essere pesanti. Il conflitto deve finire al più presto: ma allora per i Paesi alleati dell’Ucraina deve essere ben chiaro che dobbiamo fare tutto il possibile per aiutare questa nazione nella sua battaglia per l’indipendenza'. Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un’intervista al Corriere della Sera.
Un cortocircuito logico quello in cui sembra cadere il ministro secondo il quale il conflitto deve finire al più presto e per questo occorre inviare nuove armi.
'L’Italia ha già fornito all’Ucraina 5 pacchetti di aiuti nel campo della difesa per circa 1 miliardo. E’ in preparazione un sesto pacchetto – spiega -, che include sistemi di difesa aerea. Il ministro Kuleba ha ringraziato per il sostegno fornito, ho ripetuto che continuerà. In collaborazione con la Francia stiamo finalizzando l’invio del Samp-T, e comunque ci sono altre azioni a cui lavoriamo riservatamente', aggiunge il ministro, sottolineando come il Parlamento 'sarà sempre informato di ogni iniziativa e di ogni eventuale futuro invio di materiale militare. Ricordo che il decreto Ucraina ha esteso al 2023 la possibilità di forniture. Rispetteremo l’impegno preso'.
Per Tajani 'unità d’intenti e massima collaborazione con i partner internazionali sono essenziali, in questa fase più che mai'. Quanto a possibili azioni di disinformazione da parte della Russia, Tajani chiosa: 'La guerra non ci deve imporre un pensiero unico, lo dico io per primo, ma non dobbiamo neppure farci infilzare da falsità e veleni'.
Il cortocircuito di Tajani: 'Sosteniamo la pace'. E plaude nuovo invio di armi
Un cortocircuito logico quello in cui sembra cadere il ministro secondo il quale il conflitto deve finire al più presto e per questo occorre inviare nuove armi
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