'Il Marchese del Grillo? Solo al cinema. A volte anche nelle tranquille città di provincia sembra di rivedere un vecchio film: quello con la famosa battuta “Io so’ io e voi non siete un cazzo”. Al cinema fa ridere, quando a dirla è Alberto Sordi nei panni del Marchese del Grillo. Nella vita reale un po’ meno'. Così, sui social il sindaco di Castelfranco Emilia, Gianni Gargano, interviene sul caso di Biagio Passaro dopo il sequestro da 1,2 milioni di euro.

'C’è sempre qualcuno che pensa che le regole valgano per tutti tranne che per lui. Ma la realtà, prima o poi, presenta il conto: proprio in questi giorni è diventata definitiva la confisca di beni per circa 1,2 milioni di euro tra villa con piscina, moto, quote societarie e denaro, dopo un’indagine della Guardia di Finanza su una forte sproporzione tra redditi dichiarati e patrimonio. Per fortuna la stragrande maggioranza dei commercianti e degli imprenditori lavora ogni giorno rispettando le regole. Grazie alla Magistratura e alla Guardia di Finanza per il lavoro svolto' - scrive Gargano.
Parole che non sono piaciute al diretto interessato che pubblica una serie di foto con esponenti di spicco del centrosinistra, dall'ex sindaco di Modena Muzzarelli
passando per l'ex sindaco di Castelfranco Reggianini e il presidente della Regione De Pascale.'Nelle ultime ore, a seguito degli articoli pubblicati da diverse testate giornalistiche sulla mia vicenda, sto ricevendo numerosi messaggi di insulto, minacce e in alcuni casi perfino minacce di morte. Chi ha una certa esposizione pubblica sa bene che, purtroppo, può capitare di essere oggetto di attacchi e critiche. Questo fa parte del confronto pubblico e non mi ha mai spaventato. Ciò che però mi colpisce profondamente è il clima di odio che si sta generando attorno alla mia persona, spesso alimentato da chi si identifica politicamente nell’area della sinistra - afferma Passaro -. La cosa appare ancora più paradossale se si considera che, negli anni, ho sempre mantenuto rapporti civili e spesso anche amichevoli con molte persone di quell’area politica nel territorio modenese. Ho partecipato personalmente anche a momenti pubblici della loro attività politica, come durante la campagna elettorale di Michele De Pascale, quando ebbi l’opportunità di intervenire per alcuni minuti dal palco durante la presentazione della candidatura a Bologna. Proprio per questo non riesco a comprendere come il dissenso politico possa trasformarsi in odio personale, in offese e in minacce.




