“Avevamo chiesto all’Amministrazione che si bruciassero soltanto i rifiuti locali rinunciando ad importarli da altri territori, così da ridurre del 45% le emissioni del termovalorizzatore e l’inquinamento dell’aria. Paradossalmente ci siamo scontrati con la netta opposizione della maggioranza, con PD e Verdi in prima linea: proprio quei gruppi che si proclamano paladini dell’ambiente; ecologisti solo a parole ma non nei fatti. Noi del gruppo Lega, però, non ci arrendiamo: esigiamo da chi amministra la città coerenza e impegno nel mantenere le promesse dei programmi di mandato in termini di sostenibilità e tutela ambientale, a cominciare dall’adozione di provvedimenti per limitare l’attività della struttura”.
“Ciò che è peggio” ha rimarcato la consigliera leghista Barbara Moretti “è che, al contrario, sembra sempre più concreta la possibilità che l’inceneritore non chiuda nel 2034 – come promesso dal sindaco nella scorsa campagna elettorale – ma che rimanga attivo almeno fino al 2036, anno in cui giungerà a scadenza il contratto per la gestione dei rifiuti a carico di Hera. Evidentemente più che alla difesa dell’ambiente e alla salute dei cittadini, il centrosinistra tiene ai delicati equilibri politici implicati nella questione: ricordo infatti che il Comune, essendo un importante azionista di Hera, ha un rapporto strettamente connesso e dipendente dalla stessa. È dunque evidente che si trovi in conflitto d’interesse con i modenesi, costretti a respirare aria di pessima qualità e dannosa per il fisico”.
“Non possiamo continuare ad essere la pattumiera di tutti - ha concluso Bosi -. Non è giusto che i cittadini si trovino a vivere in una delle più inquinate città d’Italia pagando le conseguenze delle scelte di comodo della maggioranza.


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