Sette domande ai candidati sindaci rivolte dall'ex assessore all'urbanistica Gabriele Giacobazzi che si finge neutrale vestendo i panni di presidente dell'Ordine degli ingegneri.
Domande tutte tarate a favore di Giancarlo Muzzarelli nelle quali si fa passare l'idea che già oggi la riqualificazione nelle politiche urbanistiche sia già realtà. Eccole comunque:
Rigenerazione urbana – E’ diventato un mantra per chi amministra, ma in realtà si sono realizzati prevalentemente interventi di puro recupero sul patrimonio pubblico e con risorse pubbliche, destinate probabilmente a ridursi. Cosa si può fare concretamente per stimolare l'iniziativa privata?
Riqualificazione dello spazio pubblico - L'idea di concorsi di idee e di progettazione per giovani sul tema della qualità urbana potrebbe stimolare capacità e forme di partecipazione innovative. Può indicare tre temi che lei ritiene stimolanti ed interessanti?
Semplificazione - L'appetibilità di un territorio dipende anche dalla velocità dei processi autorizzativi degli investimenti. Cosa intende fare, concretamente, per ridurre i tempi (e la fatica) per il rilascio dei titoli edilizi?
Appalti pubblici - L'opinione pubblica ha ormai compreso che l'affidamento di lavori al massimo ribasso penalizza la qualità dei processi e delle opere.
Concorda sul fatto che i servizi tecnici, come progetti e consulenze, debbano essere affidati dall'Ente Pubblico con meccanismi che premino la qualità dell'offerta e non il prezzo?Legalità - Il nostro tessuto economico, come dimostrano i processi e le inchieste recenti, non è indenne dalla criminalità organizzata. Cosa si può fare per estendere e rafforzare le barriere che, anche nelle relazioni tra privati, possono difenderci dalle infiltrazioni criminali nelle professioni e nella imprenditoria?
Ruolo dei professionisti - Siamo una realtà che ha storicamente sostenuto e tutelato il lavoro dipendente e l'impresa. Il mondo dei professionisti, che è un po’ una via di mezzo, merita altrettanta attenzione, non fosse altro che per la quota di PIL che realizza. Cosa si può concretamente fare a Modena per valorizzare un mondo che contribuisce massicciamente all'innovazione ed alla cultura del fare?
Crescita delle competenze locali - Lo storico accordo che portò alla nascita di Hera (con l'incorporazione di Meta) prevedeva la nascita a Modena del Polo dell'Ingegneria/ Grandi Impianti di tutto il gruppo. Ritiene ancora attuale e raggiungibile questo obiettivo, capace di importanti ricadute sul territorio modenese?
“Il contributo dato dagli Ingegneri – nonché dalle altre professioni tecniche – per lo sviluppo del tessuto industriale e produttivo modenese è indubbiamente stato, ed è tuttora, determinante.

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