Insetti che se fossero trovati in qualsiasi rivendita di generi alimentari, farebbero scattare controlli ispezioni, chiusure e sanzioni, e che al contrario, nelle nuove tendenze del cibo a tavola potrebbero costituire presto l'ingrediente principe di un pranzo o di una cena. Paradossi del cosiddetto
Poco meno di un mese fa si è gridato allo scandalo per un vermicello trovato in una mensa scolastica: tra meno di un mese nel piatto potranno esserci le cavallette… Nulla da dire sulle libere scelte alimentari di ognuno. Ci limitiamo solo ad un dato: la maggior parte degli italiani ha già manifestato la propria contrarietà rispetto ai cosiddetti nuovi alimenti. Per questa ragione sarebbe sicuramente più opportuno un impegno da parte dell’UE, a valorizzare e a riconoscere i prodotti alimentari della tipicità e della tradizione europea e, nello specifico, del nostro Paese.” La presa di posizione è di Daniele Mariani, presidente FIESA-Confesercenti Modena, data l’imminente entrata in vigore – dal prossimo 1 gennaio - del Regolamento UE n. 2283/2015 sui Nuovi Alimenti (Novel Food). Regolamento che consentirà di riconoscere gli insetti interi e le loro parti sia come nuovi alimenti che come prodotti tradizionali da Paesi terzi.
“Effetti della cosiddetta ‘globalizzazione onnicomprensiva’ – riprende Mariani – In cui trovano spazio anche i nuovi alimenti riconosciuti come ‘novel food’.
“Se la scelta alimentare è e rimane libera, come dovrebbe essere, appare sempre più necessario accentuare la promozione dei “nostri” prodotti nei Paesi terzi. E vero che nel mondo si mangia di tutto e di più ma non sono certamente le classi agiate che mangiano gli insetti. Tutto ciò per noi ha sempre rappresentato sinonimo di sporcizia e poca igiene.
“Infine, qualche piccola precisazione: il “Novel Food” così declinato nel Paese della buona cucina è una cosa buffa. Se ad un controllo ad un’attività commerciale che vende generi alimentari vengono rilevate tracce di insetti, scattano subito sanzioni fino alla chiusura di bottega. Ecco di fronte a tale atteggiamento igienico sanitario ufficiale delle nostre Istituzioni di controllo, viene spontaneo dire a che punto siamo arrivati. Addirittura andare ad allevarli a scopo culinario, appare un controsenso e una contraddizione con quanto abbiamo finora fatto e sostenuto. Non possiamo dunque essere a favore, quanto piuttosto estremamente contrari a tutto ciò. Come riteniamo non si possa non collegare queste aperture a Novel Food e nuovi alimenti, come un tentativo di contenere il consumo di carne animale.



