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'Io parlo da medico: sulla Russia non condivido le idee del Comitato'

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Daniele Giovanardi prende le distanze da quanto presentato questa mattina in sua presenza sul tema della guerra: 'Da laico la penso come il giornalista Toni Capuozzo e da cattolico la penso come Papa Francesco'


'Io parlo da medico: sulla Russia non condivido le idee del Comitato'

'A lei e al presidente Putin vogliamo dare la nostra solidarietà per la campagna diffamatoria in atto nei Paesi della Nato, una propaganda di falsità e aberrazioni che noi non accettiamo'. Questa frase messa nero su bianco nella lettera inviata oggi dal Comitato italiano per la libertà all'ambasciatore russo in Italia lo ha fatto sobbalzare sulla sedia. Così, il dottor Daniele Giovanardi, dopo aver partecipato alla conferenza stampa di questa mattina a Modena (qui l'articolo), decide in serata di prendere le distanze dalle posizioni del Comitato sul tema della Guerra, mentre ribadisce il suo punto di vista sulla campagna vaccinale. 'Io non condivido l'impostazione espressa dal Comitato e da quella lettera prendo le distanze' - dice al telefono.

Dottore, lei questa mattina era al tavolo dei relatori alla conferenza stampa nella quale il Comitato italiano per la libertà ha annunciato di aver inviato due lettere su due temi distanti tra loro.
La prima ai medici di base sul Covid, la seconda all'ambasciatore russo sul tema della Guerra in Ucraina. Come spiega la sua presenza?

'Io sono stato invitato come medico e da medico ho parlato. Sul tema della campagna vaccinale ribadisco con forza che l'obbligatorietà del vaccino oggi è una follia e che la inoculazione deve essere una scelta libera. Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia lo ha detto chiaramente poco giorni fa: una dose fatta ora con lo stesso vaccino, vecchio e di almeno 2 anni e pensato contro un ceppo virale ormai non più presente nel mondo, è un assurdo proprio dal punto di vista teorico. Una tesi che sottoscrivo in pieno e invito quindi i colleghi medici a prenderne atto'.
Ma nella conferenza stampa si è anche parlato di Ucraina, mentre lei era presente tra i relatori. Il Comitato ha espresso posizioni decisamente vicine alla Russia. Qual è il suo punto di vista?
'Voglio essere chiaro. Io non condivido l'impostazione espressa dal Comitato e da quella lettera prendo le distanze'.
Qual è il suo punto di vista a riguardo?
'Lo sintetizzo così. Da laico la penso come il giornalista Toni Capuozzo e da cattolico la penso come Papa Francesco. Penso cioè che occorra lavorare per la pace, che è interesse in primis degli ucraini raggiungere una mediazione diplomatica e che la corsa ad armarsi è profondamente sbagliata'.

La lettera integrale
Ma ecco la lettera integrale inviata oggi dal Comitato all'ambasciatore russo dalla quale Giovanardi si dissocia. Nella lettera il Comitato non solo solidarizza con Putin, ma accosta il leader ucraino alla figura di Hitler: 'Questo ex attore comico - si legge - si rivolge a tutti i Parlamenti dell’Occidente fissando appuntamenti in diretta televisiva a cui viene data una risonanza impressionante che neppure Hitler riusciva ad avere nella Germania di un secolo fa'.

Egregio Ambasciatore,
In quanto Fondatori del Comitato Italiano per la Libertà ci sentiamo in dovere di scriverle la presente al fine di chiarire che nel nostro Paese esistono, fortunatamente, punti di vista molto diversi sulla crisi in atto. Nell’autunno scorso abbiamo dato vita alla nostra Associazione perché stanchi della svolta estremamente autoritaria che ha trasformato la nostra amata Italia in un Paese molto diverso da quello che conoscevamo fino a febbraio 2020. Con la giustificazione della cosiddetta “pandemia” il Governo italiano ha assunto un atteggiamento sempre più autoritario, adottando provvedimenti incostituzionali, illegittimi e liberticidi ai quali, purtroppo, la stragrande maggioranza dei cittadini si è dovuta piegare, molto spesso andando contro la propria stessa volontà.
Forti delle nostre relazioni con un numero via via crescente di persone consapevoli del Grande Reset, cioè del piano di distruzione su vasta scala promosso dal WEF, ci siamo fatti promotori e sostenitori di tante iniziative volte a proteggere i più deboli, a sostenere chi ha subito i danni più pesanti provocati dai provvedimenti governativi e a dichiarare il nostro dissenso più forte ed esplicito.
Venendo alla crisi che occupa adesso la propaganda massmediatica governativo mediatica, vogliamo farle sapere che noi del Comitato Italiano per la Libertà:
- Siamo assolutamente contrari all’invio di armi all’Ucraina
- Siamo assolutamente contrari a qualsiasi presa di posizione in questa crisi che non sia di natura diplomatica
- Siamo assolutamente contrari alle sanzioni economiche decise dall’Unione Europea
- Siamo assolutamente contrari al dispiegamento di armi in Paesi situati ai confini della Russia
- Vogliamo che l’Italia diventi un Paese neutrale e si preoccupi unicamente di promuovere le proprie risorse turistiche – che i cittadini russi hanno sempre apprezzato - attraverso la salvaguardia delle nostre Città d’Arte e della nostra biodiversità
- Vogliamo che l’Italia coltivi relazioni internazionali pacifiche, egualitarie e culturalmente elevate con tutti i Paesi del mondo e in particolare con la Russia, terra di grandi scrittori, musicisti, ballerini, atleti e artisti che abbiamo sempre ammirato e continueremo ad ammirare.
A Lei e al Presidente Putin vogliamo inoltre dare la nostra solidarietà per la campagna diffamatoria in atto nei Paesi della Nato, una propaganda di falsità e aberrazioni che noi non accettiamo. Proprio per quanto detto sopra, consentiteci di offrirvi un nostro umile suggerimento. Abbiamo notato che il sig. Zelensky è molto abile nella sua opera di propaganda. È certamente attorniato da esperti di comunicazione e di retorica che gli sanno dare i consigli giusti sia sul piano del Pathos, che dell’Ethos, che del Logos. Questo ex attore comico si rivolge a tutti i Parlamenti dell’Occidente fissando appuntamenti in diretta televisiva a cui viene data una risonanza impressionante che neppure Hitler riusciva ad avere nella Germania di un secolo fa. Zelensky si rivolge a ciascun Paese in modo specifico, evidenziando con connotazioni emotivamente coinvolgenti che cosa lo accomunerebbe alla sua “povera” Ucraina. È una strategia comunicativa assai intelligente e molto efficace che ha facile presa sulle masse di oggi.
A nostro avviso, la Russia dovrebbe iniziare una battaglia qualitativamente più efficace e quantitativamente più martellante sul piano mediatico. Anche il Presidente Putin dovrebbe poter parlare a tutti i nostri Parlamenti e fissare dirette televisive. Perché non lo proponete? Tutti i cittadini europei hanno diritto di sapere se in Ucraina esistono laboratori di armi chimiche o batteriologiche costruite ad hoc dagli USA, se il piano malefico del WEF è incentrato anche sul colpo di stato del 2014, se in Ucraina operano davvero battaglioni di stampo nazista che uccidono ucraini loro concittadini e se in quel Paese esistono donne che prestano il proprio utero in affitto per esperimenti che fanno accapponare la pelle al solo pensiero. Noi, cittadini europei che amiamo la libertà e la cultura, valori che si fondano solo su rapporti pacifici miranti a uno sviluppo economico, politico e sociale condiviso, vogliamo sapere di più dalla vostra voce. Trovate un modo tutto vostro, magari troviamolo insieme: abbiamo il diritto di sapere. Auspicando che quanto scritto in queste righe incontri il Vostro gradimento, Vi salutiamo cordialmente e restiamo a disposizione anche per avviare rapporti bilaterali più intensi e forieri di produttivi risvolti per il Bene delle nostre popolazioni.
“Chiunque voglia sinceramente la verità è sempre spaventosamente forte.”
(F. Dostoevskij)
Il Comitato italiano per la libertà

Giuseppe Leonelli



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