Articoli Politica

Ius Soli alla bolognese: il sindaco Lepore lo vuole nello statuto del Comune

Ius Soli alla bolognese: il sindaco Lepore lo vuole nello statuto del Comune

Non è previsto dalla costituzione ma il diritto alla cittadinanza per chi nasce in Italia è oggetto di un nuovo tentativo della maggioranza guidata dal PD. La lista Lepore ha presentato la proposta: 'Un segnale in vista della discussione alla camera' dello Ius Scholae per chi completa il ciclo di studi in Italia'


2 minuti di lettura

'In questi giorni la lista civica 'Lepore sindaco' e tutta la maggioranza hanno depositato la proposta di modifica dello statuto del Comune: proporremo di inserire nello statuto la riforma della cittadinanza, perché riteniamo che chi viene a vivere a Bologna e ha un figlio che nasce qui, debba vedere questi ragazzi crescere sapendo di essere bolognesi, così come chi completa il ciclo dell'obbligo scolastico deve avere la certezza di poter essere bolognese', spiega il sindaco di Bologna Matteo Lepore a margine della tavola rotonda organizzata a Palazzo D'Accursio in occasione della Giornata mondiale del rifugiato.

'È un gesto politico e culturale che per noi significa proporre al Parlamento di approvare la proposta dello Ius scholae in questo momento in discussione alla Camera. C'è un maggioranza trasversale in tutto il Parlamento, al di là di quello che pensano al Lega e alcuni esponenti di Fratelli d'Italia. Credo che nel centrodestra ci siano tante figure disponibili a votare lo Ius scholae', prosegue Lepore. 'È arrivato il momento di essere coraggiosi. A Bologna si tratta di riconoscere la cittadinanza a 11.000 persone e dire loro che fanno parte di questa comunità, con i diritti e i doveri.
Spazio ADV dedicata a Agenzia Casa
Si tratta di non limitarci a parlare di baby gang, ma fare molto di più, fare in modo che questi ragazzi possano convivere con noi nella scuola nella cultura, sapendo che non sono ignorati, che non sono qui per un periodo, ma sono qui per la vita che vorranno portare avanti', è il messaggio del sindaco.

'Modello non è solo un'affermazione di principio, ma un modo di fare. Ne ho avuto prova in questi mesi in cui gi siamo trovati a gestire l'emergenza ucraina', riconosce il prefetto Attilio Visconti. 'La rete con il terzo settore consente a questa comunità di essere accogliente e di saper rispondere alle esigenze. Il Sai, che la città ha scelto come modello di accoglienza diffusa e integrata, può consentire alle persone di costruirsi progetti di vita. La nostra comunità ha dato una grande prova e credo sia da prendere a riferimento', sottolinea il presidende dell'asp, Stefano Brugnara. 'Siamo a celebrare e rinnovare una scelta dell'accoglienza diffusa che Bologna ha fatto 18 anni. Bologna non poteva limitarsi a dare vitto e alloggio, ma si è occupata dei progetti di vita delle persone. Una scelta che ci ha aiutato anche nella gestione dell'emergenza ucraina e ci consente di avere il Sai più grande d'Italia', conclude l'assessore comunale al Welfare, Luca Rizzo Nervo.
Intanto, domani al circolo Passpartout di via Galliera è in programma la presentazione del libro 'Dialoghi sul diritto di cittadinanza' di Insaf Dimassi e Antonio Salvati. Dialogheranno Insaf Dimassi, studentessa, attivista per i diritti e mediatrice culturale, Ouidad Bakkali, vicesegretaria del Pd dell'Emilia-Romagna per Diritti e cittadinanza, il consigliere comunale Siid Negash.
Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati