L'hashtag è già stato lanciato nei cartelli ufficiali della Lega: #prampolinisindaco #modena2019, in calce allo slogan di fondo 'Modena rialza la testa'.
Una evidente forzatura del Carroccio che lancia il suo sindaco ancor prima della presentazione ufficiale insieme agli alleati di centrodestra, Forza Italia e Fratelli d'Italia che ormai, come detto, hanno accettato tra mille mal di pancia il nome del commercialista modenese. Un sì che però attendeva l'ufficializzazione (infatti in calce al cartello, foto sotto, non vi sono i simboli del partito di Berlusconi e della Meloni).
La politica ha i suoi rituali e la Lega li rompe tutti, forte del proprio consenso nei sondaggi e Forza Italia e Fratelli d'Italia sono costretti a subire ogni scelta, incapaci, come sono stati, di individuare e perseguire una alternativa al nome di Prampolini nella figura eccellente di Maria Grazia Modena.
La Lega del duo Bargi-Bagnoli, insomma, da parte sua fa di tutto per indispettire gli alleati (a Fratelli d'Italia addirittura pare non venga concesso nemmeno il nome di Guglielmo Sassi a Maranello), convinta che in fondo sia meglio prendere le distanze dai partiti guidati a Modena da Giacobazzi e Barcaiuolo e che la capacità di condizionare l'elettorato da parte loro sia nulla. Non solo, dovesse spezzarsi l'alleanza, la Lega potrebbe contare al secondo turno, contro il Pd di Muzzarelli, sull'appoggio dei 5 Stelle ancora indecisi sul nome di Rebecchi che con Forza Italia mai vorrebbero avere nulla a che fare. Insomma oggi forzisti e meloniani a Modena sembrano voler stare in Paradiso (ammesso che quello del Carroccio sia l'Eden) a dispetto dei santi.
Giuseppe Leonelli



