Che l’Ospedale di Baggiovara mandasse in pensione, ridimensionasse (per ora), il Policlinico era cosa certa, che i modenesi hanno sempre saputo, ma alla quale non hanno mai voluto credere. Oggi, cala il sipario sui tanti inutili balletti che si sono visti in questi anni, spesi alla ricerca di una integrazione, ahimè, impossibile o resa impossibile, perché i giochi erano altri. La nostra interrogazione “Integrazione Policlinico/Baggiovara: a che punto siamo?” del 2 febbraio 2025 ha visto una prima discussione in una Commissione servizi (trionfalistica secondo l’Assessora), poi più nulla. La nostra Mozione: “Coinvolgimento del Consiglio Comunale sullo stato di avanzamento del percorso sperimentale di Integrazione dell’Azienda Sanitaria Locale con l’Azienda Ospedaliera Universitaria
Policlinico e partecipazione attiva alla Conferenza Sociosanitaria territoriale” del 16 giugno 2025 è stata votata all’unanimità, dovevano seguire varie Commissioni servizi, mai calendarizzate. Gli articoli sulla stampa sul problema delle liste d’attesa, sui doppioni nei due Ospedali non integrati, a mia firma, con la replica indignata del consigliere regionale Muzzarelli, si sono ripetuti nelle ultime settimane fino all’esplosione di quest’ultima notizia bomba (tutti a Baggiovara entro 10 anni). Ma noi dipendenti dell’AOU lo sapevamo da dicembre, quando, facendoci, gli auguri di Natale nell’Aula Magna del Centro Servizi ce lo ha comunicato, fra canti natalizi e panettoni il DG Luca Baldino.
Io me lo ricordo bene, forse molti l’hanno rimosso. Ci siamo chiesti anche a cosa servisse la costruzione della Torre Materno Infantile, che sarebbe stata poi tirata giù.Certamente è una presa d’atto dolorosa che scuote comprensibilmente i modenesi e non finirà di suscitare una marea di proteste, polemiche, rimpianti, ricordi. Già, i ricordi di quando con un ospedale solo, il Policlinico, Modena si fregiava di una sanità all’avanguardia nazionale, mentre ora, con due, non può che constatarne l’incompatibilità, la competizione, l’inadeguatezza, un’emorragia di soldi nel tentativo di ristrutturare un baraccone sede di cantieri perenni. Per chi poi, come la sottoscritta, ha da sempre prestato la sua opera di medico all’interno del Policlinico, la cosa è ancor più dolorosa, ma non inaspettata, avendo considerato e denunciato questo scenario fin dalla nascita dell’Ospedale di Baggiovara. Però, al di là dei sentimenti personali ci sono aspetti di novità che non vanno banalizzati, ma meritano una seria riflessione più delle polemiche che stanno suscitando. Il Sindaco propone una ipotesi in discussione con Regione, Università e direzioni sanitarie di realizzare “un nuovo grande polo ospedaliero destinato alle alte complessità, alle specializzazioni più avanzate, alla ricerca e all'eccellenza sanitaria.
La riorganizzazione sanitaria, così come viene proposta, credo non vada rigettata con leggerezza, ma sottoposta ad opportuni approfondimenti che dovranno essere discussi nelle sedi opportune e con i cittadini. La riorganizzazione della sanità modenese è improrogabile e va commisurata sull’attualità e sulle nuove esigenze dei cittadini. Però, vi sono anche evidenti e stridenti sovrastime o mancanze che suscitano perplessità. Le sovrastime riguardano gli enormi costi previsti, 500.000 milioni, la cui provenienza non può essere un atto di fede, ma va esplicitata per non correre il rischio di restare ad annaspare a metà del guado.
Lassù in Giunta qualcuno ha presente il problema? O forse no. Appare oltremodo bizzarro che si parli di ridimensionamento/superamento del Policlinico e accorpamento parziale/totale a Baggiovara in conciliaboli interni alle Aziende Sanitarie, quando una simile scelta compete ai decisori politici nei loro rispettivi ruoli: Regione – Provincia e soprattutto Consiglio Comunale. In particolare, il Consiglio Comunale, come è stato negli anni per il Policlinico e poi per Baggiovara, deve vagliare attentamente tutta una serie di elementi da quelli urbanistici alla accessibilità/flussi di traffico/ viabilità, alla valutazione di impatto ambientale, alla integrazione con il territorio e lo sviluppo che determina da una parte, nuova collocazione, e la decrescita economica a carico dell’area cittadina che perde il servizio ospedaliero ed altri ancora. È in costruzione la complanare che collega proprio la parte sud con Baggiovara e, probabilmente, anche quella strada ha giocato a favore di quella proposta.
Maria Grazia Modena


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