Così il senatore di Forza Italia Enrico Aimi, di fronte alle offese e alla pubblicazione dei nomi, da parte del gruppo 'Modena Antifascista' dei giornalisti de 'La Pressa', Il Giornale e La Voce di Reggio, che hanno partecipato all'incontro pubblico domenica sulla figura di Sergio Ramelli.
'Modena è la citta' in cui i centri sociali hanno invitato Renato Curcio, ex capo delle brigate rosse, dei monumenti imbrattati, dell'attentato incendiario alla sede dello stesso circolo 'La Terra dei Padri', delle scritte sui muri contro i caduti di Nassirya, degli striscioni di solidarietà a chi ha aggredito i Carabinieri e ora ce n'è abbastanza per chiedere sicurezza. Si tratta infatti di chiari segnali di un pericoloso ed inaccettabile clima di odio, alimentato da ben noti gruppi che si sono spinti fino a mettere etichette e pubblicare nomi di giornalisti da combattere. Una gogna intollerabile. E' tempo di andare oltre ai pur giusti messaggi di solidarietà e alle corone d'alloro che lo Stato tributa alle vittime a fatti compiuti. Personalmente presenterò un esposto in procura e interrogazione in Senato. L'attenzione su questi episodi deve essere alta e si deve tradurre in atti concreti nei confronti di questi soggetti che offendono il prossimo e la libertà - chiude Aimi -. Se certi rivoluzionari da salotto, imbevuti di ideologia totalitaria di stampo rivoluzionario, anarcoide o social-comunista, continuano ad inseguire le loro folli utopie con brutalita e violenza, è necessario che le Istituzioni democratiche dello Stato intervengano, anche per



