'Lascio Forza Italia per seguire con tutto il cuore e con assoluta determinazione il Generale Roberto Vannacci in Futuro Nazionale. Dopo sei anni di militanza intensa, vissuti con passione totale e dedizione assoluta, oggi prendo una decisione che mi lacera l’anima ma che sento come un imperativo morale e politico: è giunto il momento di chiudere definitivamente il mio percorso all’interno di Forza Italia'.
Ad annunciarlo con un comunicato stampa serale è il modenese Massimo Romanini, responsabile della comunicazione all'interno della 'giunta degli esperti' varata lo scorso ottobre dal segretario provinciale di Forza Italia Piergiulio Giacobazzi.
'Questi anni hanno rappresentato per me molto di più di una semplice esperienza politica. Forza Italia è stata una casa, un rifugio di ideali, un luogo dove ho riversato energie, sogni e sacrifici. Grazie alla fiducia ricevuta ho potuto occuparmi della comunicazione, combattendo battaglie importanti spalla a spalla con tante persone che stimo profondamente. Ho costruito amicizie vere, legami di ferro nati tra confronti accesi, vittorie condivise, delusioni, soldi spesi e notti passate a lavorare per un’idea comune. Quei volti, quelle strette di mano e quelle promesse non le dimenticherò mai e porterò per sempre nel cuore la gratitudine per ciò che abbiamo vissuto insieme.
Proprio per questo la scelta di oggi mi costa lacrime interiori. Negli ultimi tempi ho sentito crescere dentro di me un malessere profondo, un vero e proprio grido di coscienza che non potevo più soffocare. Ho visto con dolore svanire quella chiarezza politica e quel coraggio che mi avevano fatto innamorare del progetto, soprattutto sulla sicurezza dei cittadini, sulla difesa dell’identità italiana e sulla tutela di chi ogni giorno lotta per questo Paese. Ho alzato la voce più volte, ho espresso con franchezza e passione il mio dissenso, ma ho incontrato solo una crescente marginalizzazione, un progressivo allontanamento dalle mie battaglie, fino a spegnere quasi del tutto l’entusiasmo e la fiducia che mi avevano spinto a dare tutto me stesso'.'Nel marzo 2025 per caso ho fatto, su invito privato, una cena riservata con Roberto Vannacci. Ho riconosciuto, con un solo sguardo e parlandoci scherzando sul nonnismo (essendo io dello scaglione ottavo ’83, con incarico 271 Capo Pezzo artiglieria pesante 155/23, caporal maggiore poi congedato da sergente), subito in lui l’uomo retto, il soldato dell’Italia, il patriota coraggioso e incorruttibile di cui il nostro Paese ha disperatamente bisogno. La sua onestà intellettuale, il suo amore viscerale per la Nazione e la sua capacità di dire la verità senza filtri mi hanno colpito nel profondo dell’anima.
Nella foto Gidari, Giacobazzi e Romanini


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