Annicchiarico replica deciso: 'Il vero ed unico nodo in discussione è l'aggiornamento del sistema di valutazione' interno. 'L'Ausl di Modena eroga regolarmente lo stipendio dei suoi dipendenti, con tutte le variabili e lo straordinario pagato nel rispetto degli accordi integrativi vigenti. Cio' che e' sospeso, non bloccato, e' il trattamento accessorio che, in seguito all'affinamento dell'attuale sistema di valutazione secondo le normative e in conformita' alle segnalazioni degli organi di controllo, potra' essere regolarmente e pienamente corrisposto'. Prosegue la direzione di Annicchiarico nella sua nota: 'Consapevole della rilevanza che la mancanza di un importo variabile tra i 90 e i 160 euro puo' assumere, l'azienda ha sempre mantenuto aperto il confronto con le organizzazioni sindacali. Ne e' prova il fatto che fosse previsto un incontro anche nella mattinata odierna, convocato gia' al termine del precedente, proprio al fine di individuare una soluzione condivisa'.
Incontro cui 'le stesse organizzazioni proclamanti lo stato di agitazione non hanno partecipato, avendo gia' rifiutato in data 16 ottobre- dettaglia la direzione generale- la sottoscrizione di un accordo che consentisse in tempi brevi di risolvere la attuale criticita''. I sindacati, comunque, 'sono in possesso di tutti i documenti richiesti all'azienda, che ha sempre garantito, al contrario di quanto affermato, la massima trasparenza, e puo' documentarlo'. E quindi prosegue l'Ausl: 'Il percorso negoziale e' indubbiamente reso complesso dalla necessita' di continui approfondimenti relativi al quadro normativo, alla luce dei rilievi effettuati dai diversi organi di controllo della regolarita' amministrativo-contabile. La responsabilita' legale e patrimoniale della direzione aziendale e' giuridicamente personale proprio a garanzia delle risorse pubbliche impiegate, degli interessi della collettivita' e dei lavoratori e, di conseguenza, del rispetto delle disposizioni di legge che consentono la tenuta dell'intero sistema, una condizione, questa, del tutto opposta a quanto confusamente dichiarato dalle organizzazioni. Non si capirebbe, altrimenti, la richiesta dell'azienda di rivedere l'accordo adeguandolo all'evoluzione normativa'. Ma non e' finita.



