'A Modena nonostante il Pd fosse in caduta libera da 15 anni e Muzzarelli non avesse un'idea in testa, il centrodestra non è neanche andato al ballottaggio. Personalmente lo ritengo un fallimento, e con me moltissimi elettori che speravano di vedere un cambiamento e non ancora le solite facce da Pd. Sulle ragioni della sconfitta non mi esprimo (anche se qualche idea ce l'ho), credo che però, in vista delle regionali, le cose debbano cambiare. Modena città sarà decisiva, se si vorrà portare a casa un bel risultato e cacciare il Pd allora sarà meglio affidarsi a chi conosce la città e non a improvvisati esperti di comunicazione'. L'analisi senza abbellimenti del risultato delle ultime amministrative letto nell'ottica delle prossime regionali, arriva dal leghista Stefano Soranna.
'Durante la campagna elettorale delle politiche dello scorso marzo, diedi un mio piccolo aiuto a Cristina Girotti e a Stefano Corti, tirando fuori qualche notizia, scrivendo qualche comunicato e partecipando a qualche dibattito. Quello che penso di saper fare piuttosto bene, visto che conosco e giro la città, ho ottimi rapporti coi giornalisti e la vicinanza di tante persone in questo difficilissimo momento personale credo lo dimostri - aggiunge Soranna riferendosi all'imminente proclamazione di Corti a senatore -. Con Stefano, ad esempio, andammo ad un dibattito organizzato all'Arcigay, alla fine l'allora presidente uscente Alberto Bignardi ci ringraziò di aver partecipato e ci rivelò che non se l'aspettava (poi perché?). Insomma dal punto di vista delle pubbliche relazioni eravamo stati bravissimi, Stefano si era preparato ed avevamo fatto una bella figura. Non so quanto il mio lavoro sia servito all'elezione di Stefano Corti, probabilmente poco, ma il lavoro fatto bene alla fine paga sempre'.
Nella foto Soranna con Bagnoli, Vernole e Prampolini, i protagonisti di quello che egli definisci un 'fallimento'



