Esulta invece la capogruppo dei 5 stelle Silvia Piccinini che ha visto accolta la propria richiesta stamane in commissione Parita'. 'Si tratta di un gesto simbolico, ma dal grande significato- scrive Piccinini, che sabato sara' al Pride di Bologna- visto che i Pride rappresentano una fondamentale occasione di dimostrazione e testimonianza del diritto di ognuno di noi a vivere liberamente la propria identita' di genere senza discriminazioni o costrizioni'. La Lega ha invece votato contro la risoluzione M5s, che e' stata approvata coi voti della maggioranza Pd. 'Si tratta di manifestazioni puramente ideologiche che nulla hanno a che vedere con la tutela dei diritti civili. Matrimoni e adozione gay non sono un diritto umano', obiettano Daniele Marchetti e Andrea Liverani. 'Dal nostro punto di vista per combattere le discriminazioni- proseguono i leghisti- non sono certamente utili manifestazioni di questo tipo, che spesso sconfinano nella volgarita'. Tant'e' che nemmeno tutti gli omosessuali si riconoscono in queste manifestazioni folkloristiche che spesso degenerano nel cattivo gusto e nell'oltraggio al pudore dei cittadini. Di culturale durante questi cortei non vediamo nulla, ecco perche' non ha alcun senso concedere il patrocinio della Regione'.
'Al di la' di una certa soddisfazione nel registrare la convergenza della capogruppo del M5s Silvia Piccinini sulle posizioni e sui temi che da sempre questa Regione porta avanti- ha detto la consigliera democratica Nadio Rissi- rilevo una volta di piu' come i due azionisti di maggioranza del cosi' detto Governo del cambiamento abbiano votato in maniera difforme: a favore i grillini, contrari i leghisti'. La dem ha anche sottolineato che per l'edizione 2018 del Pride 'non e' pervenuta alcuna richiesta' di patrocinio, 'neppure da Bologna'.
Secca replica di Piccinini: 'Non prendo lezioni da voi, il Pd non e' piu' partito di sinistra, non presidia questi temi'. Quando in passato si e' parlato di questi argomenti, ha aggiunto, 'qualcuno dei vostri colleghi e' uscito dall'aula per non votare'.
Ma anche Silvia Prodi (Mdp) ha parlato di 'governo fortemente ambivalente, contraddittorio', evidenziando che 'l'alleato Salvini ha dichiarato che esiste un solo tipo di famiglia' e che 'nel recente contratto di governo non c'e' una sillaba su queste tematiche'.
La Lega Nord invece dice “no” alla Risoluzione promossa dalla consigliere regionale Silvia Piccinini (5 Stelle) e sottoscritta dalla maggioranza Pd, che vorrebbe non solo che la Regione Emilia-Romagna patrocinasse i Gay Pride e, più in generale, il Mondo Lgbt, ma che, in occasione delle loro manifestazioni, fosse sempre presente anche una delegazione dell'ente di viale Aldo Moro.
“Abbiamo votato contro la Risoluzione – spiegano i consiglieri regionali Daniele Marchetti e Andrea Liverani – perché si tratta di manifestazioni puramente ideologiche che nulla hanno a che vedere con la tutela dei diritti civili.
Nel testo della Risoluzione grillina, poi, la richiesta di patrocinare queste manifestazioni viene motivata sostenendo che “queste manifestazioni costituiscono una fondamentale occasione di dimostrazione e testimonianza del diritto a vivere liberamente la propria identità di genere senza costrizioni o discriminazioni”.
“Ebbene – concludono Marchetti e Liverani – dal nostro punto di vista per combattere le discriminazioni, non sono certamente utili manifestazioni di questo tipo, che spesso sconfinano nella volgarità. Tant'è che nemmeno tutti gli omosessuali si riconoscono in queste manifestazioni folkloristiche che spesso degenerano nel cattivo gusto e nell'oltraggio al pudore dei cittadini. Di culturale durante questi cortei non vediamo nulla, ecco perché non ha alcun senso concedere il patrocinio della Regione”.



