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Lega Modena: 'Scandalo Fondazione, con i soldi si compra tutto anche il silenzio. Basta, servono dimissioni'

Lega Modena: 'Scandalo Fondazione, con i soldi si compra tutto anche il silenzio. Basta, servono dimissioni'

'Non appena il sindaco e qualche assessore del Comune hanno alzato i toni, ecco l’immediata reazione del presidente Tiezzi: ha allentato i cordoni della borsa'


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'Scandalo Fondazione: con i soldi si compra tutto, anche il silenzio. Ma ora è venuta l’ora delle dimissioni. Quando si hanno le chiavi della cassaforte della città di Modena, tutto diventa possibile e accettabile Lo scandalo della Fondazione di Modena, in cui sono stati distratti fondi per un importo, a detta della Fondazione stessa, di quasi un milione e duecentomila euro, attraverso oltre 800 bonifici nel corso di sei anni, è ancora al centro della discussione politica. Si tratta di numeri considerevoli. Ricordo che il Presidente della Fondazione di Modena ha un curriculum di tutto rispetto: è un commercialista, che ha esercitato la professione, ma è stato anche revisore dei conti e sindaco di numerose società (tra cui una banca), nonché presidente del Collegio dei Revisori della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Era dunque un uomo che, sulla carta, era pienamente in grado di svolgere i controlli contabili stringenti necessari, non solo per l’enorme capitale in gioco, ma anche per il fatto che si tratta di una fondazione di origine bancaria — e le banche normalmente si accorgono di ammanchi anche di pochi centesimi'.
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A parlare con toni durissimi è il capogruppo Lega Giovanni Bertoldi.
'È credibile che possano verificarsi ammanchi di questa entità, con tutti i programmi di gestione contabile di cui certamente la Fondazione dispone, senza che nessuno se ne accorga? I dubbi sono quelli di molti modenesi, anche tra coloro che si occupano di finanza. La politica è stata molto abbottonata, ma non appena il sindaco e qualche assessore del Comune hanno alzato i toni, ecco l’immediata reazione del presidente Tiezzi: ha allentato i cordoni della borsa ed elargito un nutrito pacchetto di aiuti economici alle polisportive in difficoltà. Lui ha le chiavi della cassaforte di questa città, e chi amministra deve fare i conti con questo'.
'E così chi prima criticava ha cambiato atteggiamento, facendo buon viso a cattiva sorte, consapevole che fosse preferibile trattare una resa onorevole piuttosto che continuare una battaglia di principio, che avrebbe potuto determinare un arretramento delle erogazioni allineate alle richieste del Comune e del Partito Democratico - continua Bertoldi -. Chi vuole continuare a credere alla versione del dipendente infedele per tutti gli ammanchi che avvengono in questa città, in agenzie, fondazioni, società e altri enti, faccia pure. Nel frattempo, in via precauzionale, Lega Modena ha allertato, oltre un mese fa (ben prima dell’intervento di Platis), il Ministero dell’Economia e delle Finanze, al fine di innalzare il livello di monitoraggio sulla gestione della Fondazione di Modena, visto che i controlli interni hanno fallito.
Ma ciò che sconvolge maggiormente è che, ad oggi, il Presidente della Fondazione neghi l’insufficienza dei controlli interni e ridimensioni un ammanco di tali dimensioni a una cosetta da poco, a pochi spiccioli (video sotto). Lo chieda ai modenesi che non riescono ad arrivare alla fine del mese cosa significano 1.200.000 euro'.

 

'Le sue dichiarazioni rappresentano un’offesa agli amministratori di questa città e a tutti i concittadini. Oggi sono in tanti, tantissimi, a chiedere le dimissioni del Presidente Tiezzi, e da oggi della partita faccio parte anch’io, perché le sue ultime dichiarazioni dimostrano che non ha più un reale contatto con la realtà. Chi ricopre la massima carica direttiva di una società, di un ente o di una fondazione dovrebbe infatti rassegnare le dimissioni quando si verifica un episodio critico che non è riuscito a evitare, direttamente o indirettamente. Esattamente come accadrebbe nel mio studio professionale: se un mio dipendente procurasse un danno a un paziente, sarei comunque io a metterci la faccia e a risponderne - chiude Bertoldi -.
In questo senso rigetto con determinazione le ipotesi ventilate in questi giorni circa un possibile prolungamento a sei anni di questa presidenza, perché si tratterebbe di un gesto irriverente, se non oltraggioso, nei confronti dell’intera città'.
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